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Londra mette un freno ai mutui facili

La Banca d’Inghilterra frena sui mutui facili: con una mossa a sorpresa ieri il governatore Mark Carney ha annunciato la fine dei finanziamenti agevolati per chi vuole comprare casa. A partire dal primo gennaio 2014 il programma di sostegno “Funding for lending”, lanciato lo scorso anno insieme al Tesoro per incentivare le banche a concedere prestiti, sarà riservato ai crediti per le piccole e medie imprese e sarà invece chiuso ai mutui.
L’obiettivo del brusco ripensamento del programma è prevenire una bolla immobiliare. Negli ultimi mesi la ripresa del mercato in Gran Bretagna e soprattutto a Londra, con un aumento sostenuto sia dei prezzi che della domanda, ha fatto scattare il timore di un’escalation insostenibile. «Non riteniamo che il mercato immobiliare rappresenti una minaccia immediata ma siamo preoccupati per la direzione che potrebbe prendere in futuro, – ha spiegato ieri Carney. – Non è più necessario schiacciare l’acceleratore, anzi è meglio mettere il cambio in folle. Agire adesso in modo graduale significa evitare interventi più pesanti in futuro».
Da quando il Funding for Lending Scheme (Fls), un programma da 70 miliardi di sterline, è stato lanciato nell’estate 2012 per incoraggiare la concessione di prestiti a business e famiglie, c’è stato un boom nell’erogazione di mutui mentre i crediti alle piccole e medie imprese hanno segnato il passo. In ottobre i prestiti ipotecari concessi hanno sfiorato i 10 miliardi di sterline, un aumento del 32% rispetto allo stesso mese del 2012 e la cifra più alta da quattro anni, secondo i dati della British Bankers’ Association. Su 1.600 miliardi di prestiti concessi dalle banche britanniche, mille miliardi sono destinati a mutui immobiliari.
Carney ha quindi deciso che gli stimoli hanno funzionato e il settore non solo non ha più bisogno di sostegno, ma deve essere raffreddato per evitare «minacce alla stabilitá finanziaria, soprattutto in caso di un aumento dei tassi d’interesse» dai minimi storici attuali. Secondo la BoE i prezzi delle case sono aumentati del 6,8% nell’ultimo anno e aumenteranno del 10% il prossimo. Il governatore ha sottolineato di essere pronto a prendere misure ulteriori per frenare l’ascesa dei prezzi, imponendo alle banche controlli più rigorosi prima di concedere mutui e stabilendo limiti alla concessione di prestiti in base al valore dell’immobile e allo stipendio annuale dell’acquirente.
«Dobbiamo ri-calibrare il Fls in modo che dia un sostegno mirato dove c’è più bisogno, cioè alle piccole e medie imprese» ha detto il governatore. I cambiamenti annunciati ieri hanno avuto il pieno sostegno del cancelliere dello Scacchiere George Osborne, secondo il quale «è particolarmente importante incentivare i prestiti agevolati alle Pmi» perché possano cogliere i benefici della ripresa economica in atto in Gran Bretagna.
«La decisione della BoE di muoversi in anticipo, prima che si crei una bolla immobiliare, è molto prudente», ha commentato Carl Astorri, senior economic advisor dell’Ernst & Young Item Club. – Invece i prestiti alle imprese sono aumentati solo del 15% nell’ultimo anno, quindi la scelta di ri-orientare il Fls verso il business è giusta e tempestiva».
L’annuncio della BoE ha avuto un impatto immediato sia in Borsa che sui mercati valutari: la sterlina si è rafforzata sul dollaro e sull’euro a causa dell’aspettativa di una politica monetaria più restrittiva in futuro, mentre sul London Stock Exchange sono crollati i titoli delle maggiori società edilizie, che in meno di un’ora hanno perso un miliardo di sterline.
A sostenere il mercato immobiliare resta però invariato il programma governativo “Help to Buy”, che sta avendo un successo oltre ogni previsione. Il programma offre un contributo statale del 20% sotto forma di un prestito senza interessi all’acquisto di una nuova casa a patto che l’acquirente sia in grado di pagare un deposito del 5 per cento.

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