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Lombardia, il Tar prende tempo

Tutto rimandato a lunedì. Perché «risulta opportuna l’acquisizione del Report fase 2 contenente i dati relativi alla settimana 11 gennaio/17 gennaio 2021, la cui pubblicazione è attesa per la giornata di domani (oggi, ndr)». Così la Lombardia resta con il fiato sospeso e, soprattutto, in zona rossa (continua ad avere il più alto numero di contagi). Ieri i giudici del Tar del Lazio dovevano iniziare l’esame del ricorso presentato dalla Regione guidata da Attilio Fontana contro la zona rossa (fino al 31 gennaio) fissata dall’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza il 16 gennaio scorso. Oltre alla sospensione della zona rossa, il ricorso chiedeva un riesame dei dati più attuali di monitoraggio nella regione. A sorpresa, il presidente della Terza sezione quater, Riccardo Savoia, ha chiesto nuovi dati e rimandato l’audizione a lunedì. «Ne prendiamo atto» fa sapere in un nota la Lombardia, ma in Regione non si nasconde una certa speranza anche visti i nuovi dati settimanali che vedono un Rt in calo e soprattutto molto inferiore a quell’1,4 della settimana di Natale cui l’inserimento in zona rossa faceva riferimento. Anzi, ieri, la direzione Welfare lombarda ha inviato una serie di dati aggiuntivi all’Istituto superiore di sanità «per ampliare e rafforzare i dati standard già trasmessi nella settimana precedente ai fini di una rivalutazione in vista della Cabina di regia».

È oggi infatti il giorno in cui il ministro Speranza, in base ai dati settimanali della Cabina di regia e sentito il Comitato tecnico scientifico, decide e firma eventuali nuove ordinanze che assegnano i colori alle regioni. E per regioni come Toscana, Puglia e la provincia di Trento potrebbero esserci novità. Quest’ultima in zona gialla da due settimane, visti i contagi in netto calo, punta all’inserimento in zona bianca. Ecco perché, assieme alla provincia autonomia di Bolzano (ancora in zona rossa), protesta per l’accesso alle seconde case anche da altre regioni e valuta un’ordinanza ad hoc: «Attendiamo questo fine settimana — dice il dirigente generale della Protezione civile del Trentino Raffaele De Col — ed eventualmente, se la situazione non è gestibile in modo compatibile con i comportamenti e la diffusione del contagio, vedremo di intervenire».

Per quanto riguarda invece la Toscana, in giallo dal 16 gennaio, la situazione è stabile e questo nonostante il rientro (al 50%) in classe degli studenti delle superiori dall’11 gennaio, grazie alla riorganizzazione dei trasporti, dei maggiori controlli e dello screening tra gli studenti: «Il sussulto l’avremmo cominciato a vedere — dice il presidente Eugenio Giani — e invece non l’abbiamo visto, significa che quando viene gestito bene il valore dell’istruzione, vale la pena fare scelte coraggiose». Secondo i dati regionali, l’Rt potrebbe essere sotto l’1 e in Regione si dicono «fiduciosi di restare nella zona gialla». Sperano di passare in giallo in Puglia dove l’Rt è intorno all’1 e il trend dei contagi è in miglioramento rispetto a due settimane fa quando la regione è diventata arancione. Ancora a rischio la Sicilia: i contagi sono in calo ma resta rossa e il governatore Nello Musumeci non esclude un lockdown più pesante.

Ma l’attenzione di tutti è per quello che deciderà il Tar del Lazio lunedì. Tra le richieste della Lombardia c’è infatti anche «una tempestiva e rinnovata valutazione dei dati epidemiologici informata a canoni di adeguatezza, proporzionalità», il che comporterebbe una totale revisione dei criteri di inserimento nelle zone a colori. E se il Tar dovesse sospendere il provvedimento sulla Lombardia, «la decisione — dice il coordinatore del Cts Agostino Miozzo — dovrebbe essere rimandata nella dimensione politica, il governo dovrebbe decidere e noi ne prenderemmo atto».

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