Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Lombardia, la corsa di Maroni

In Lombardia è stata una lunga notte di incertezza, con l’ansia di un testa a testa finale. Ma alla fine sembra che il nuovo presidente della regione sarà Roberto Maroni, a capo della coalizione di centrodestra.
Dalla mattina di ieri i dati degli instant ed exit poll sulle regionali sono andati modificandosi di ora in ora. In mattinata si parlava ufficiosamente, negli ambienti vicini al Pd milanese, di una possibile vittoria del centrosinistra guidato da Umberto Ambrosoli, considerato di pochi punti davanti a Maroni. Poi a mezzanotte le proiezioni hanno ribaltato lo scenario: secondo gli instant poll elaborati da Tecné e diffusi da Sky Tg24 Maroni è in vantaggio con il 38%, contro il 35% di Ambrosoli. Silvia Carcano, del Movimento 5 Stelle è intorno al 17%, i montiani di Gabriele Albertini intorno all’8-9% e Carlo Pinardi, di Fare, intorno all’1 per cento.
Ieri il dato relativo al Senato ha dato da subito l’idea di un cambiamento di scenario inaspettato, con un centrodestra di 8 punti sopra agli avversari. Insomma, per la coalizione di Ambrosoli – che raccoglie Pd, Sel, la lista civica di Ambrosoli, Idv, Etico, Socialisti e una parte di consiglieri usciti dall’Udc – si sta allontanando la possibilità di governare la Lombardia dopo 4 legislature guidate da Roberto Formigoni (Pdl).
In questa regione, dove erano chiamati al voto 7,7 milioni di elettori (e l’affluenza finale è stata pari al 76,7%, in forte crescita rispetto al 64,6% del 2010), la “conquista” del Pirellone ha una duplice valenza: per la Lega, che ha investito direttamente sul suo leader nazionale, si tratta di fatto di una battaglia per la sopravvivenza, e per recuperare la credibilità partendo proprio dal territorio dove circa 25 anni fa è nata; per il centrosinistra è invece la prima occasione concreta di sostenere una corsa alla pari con gli avversari, con la speranza (meno irrealistica che in passato) di formare una maggioranza. Speranza che però sta sfumando.
Per entrambe le coalizioni la partita è decisiva. E per entrambe la sconfitta rischia di lasciare una traccia indelebile. Il centrosinistra, in caso di esito negativo, dovrà fare i conti con un futuro difficile: sarà complicato trovare ancora un altro candidato in grado di intercettare anche il voto moderato, peraltro in un momento di minore consenso rispetto al passato del centrodestra (sia del Pdl che della Lega).
Per la Lega e per Maroni questa tornata elettorale è ancora più importante: in caso di vittoria, la Lombardia sarà al centro di un asse leghista del Nord (insieme a Piemonte e Veneto), alla guida quindi della cosiddetta “macroregione” settentrionale. In caso di sconfitta Maroni evidentemente non potrebbe più essere leader del Carroccio, e tutto il partito rischierebbe l’implosione. Non è un caso, dunque, che tutte le risorse finanziarie della Lega si siano riversate per la campagna elettorale in Lombardia, sacrificando altri territori.
Il voto di stanotte relativo alla Camera (base su cui le due coalizioni a livello regionale stanno calcolando l’esito della corsa al Pirellone) sembra tuttavia dare già ragione al centrodestra e a Maroni. Il Carroccio ha sì dimezzato il suo consenso nel Paese, ma può ancora sperare nella Lombardia, dove ha giocato la sua partita più importante.
Negli ambienti politici lombardi si dà quindi per scontata una vittoria in regione dell’asse Pdl-Lega nel caso in cui nel territorio il voto per il centrodestra in Parlamento mantenga un vantaggio ampio sul centrosinistra, superiore al 5 per cento. E già sembra che le cose stiano andando in questa direzione: sia alla Camera che al Senato il vantaggio si aggira intorno all’8 percento.
Il voto “disgiunto” potrebbe permettere alla coalizione di Ambrosoli un recupero massimo di 4-5 punti percentuali, secondo le stime dei partiti a Milano. La possibilità di una vittoria del centrosinistra quindi sembra allontanarsi.
Il presidente uscente della Lombardia Formigoni si prepara intanto a sbarcare in Senato, in quanto capolista (dopo Berlusconi).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cdp ha appena celebrato il più grande matrimonio del 2020, quello che ha portato alle nozze Sia (4,...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Era nell’aria, adesso c’è la conferma ufficiale: l’Opa del Crédit Agricole Italia è «inatt...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Iccrea esce dal capitale di Satispay ma non abbandona il fintech. L'operazione, anzi, ha l'obiettivo...

Oggi sulla stampa