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Lombardia, bond per ripartire

La Lombardia lancia i bond regionali per finanziare il sostegno agli investimenti e accompagnare l’economia regionale all’uscita dal Covid; per 3 miliardi di euro. Nel supplemento n. 19 del Bollettino Ufficiale della Regione, pubblicato il 4 maggio 2020 compare la legge regionale n. 9 di pari data, con la quale la Lombardia ha formalizzato e perfezionato gli stanziamenti, le finalità, le ripartizioni tra i vari enti territoriali e le modalità di approvvigionamento di una massiccia e strutturata serie di interventi per la ripresa economica.

L’emissione di obbligazioni regionali. La copertura finanziaria dell’intero intervento è previsto, in prima battuta, il ricorso all’indebitamento, con il rispetto delle disposizioni destinate agli enti locali sui limiti di indebitamento e sul contenimento della spesa pubblica. La durata del mutuo, da richiedere a Cassa depositi e prestiti è trentennale, con rimborso a partire dal 2022; si prevedono quote annue da accantonare per interessi nell’ordine di 54 milioni di euro. In alternativa al ricorso all’indebitamento la legge autorizza la Giunta regionale a contrarre prestiti obbligazionari, ossia ad emettere obbligazioni regionali che siano finanziariamente compatibili, per tasso e per durata, all’accensione del prestito trentennale.

Distribuzione e finalità degli stanziamenti. Lo stanziamento complessivo, da ripartire tra regione stessa, province e comuni e di 3 miliardi di euro, per il triennio 2020, 2022, con gran parte delle somme appostate nel 2021.

Le risorse vengono ripartite tra i vari enti, e per ciascun livello di autonomia territoriale, vengono indicate specifici utilizzi. 2,6 miliardi sono destinati ad interventi posti in essere direttamente dalla regione, quasi interamente nel 2021, mirati ad interventi per la ripresa economica, sul fronte della tutela del territorio, dei trasporti, della mobilità, del trasporto ferroviario e dei rapporti con le altre autonomie territoriali.

Dei restanti 400 milioni circa 50 sono per le province e città metropolitane e 350 milioni per i comuni, con ripartizione delle somme in funzione della popolazione residente. Le province dovranno utilizzare le somme per opere di miglioramento della viabilità e per l’edilizia scolastica. I comuni possono invece attingere alle somme per lo sviluppo territoriale sostenibile, per l’efficentamento energetico e per il rafforzamento delle infrastrutture digitali. I lavori ad opera del comune devono iniziare entro il 31 ottobre prossimo con erogazioni frazionate in funzione dello stato di avanzamento dell’opera. È inoltre previsto che eventuali economie di spesa, ossia risparmi fatti dai comuni sulle previsioni di spesa iniziali, restino nella disponibilità dell’ente locale.

Ulteriori misure. La legge regionale prevede inoltre una ulteriore serie di misure per agevolare direttamente particolari settori fortemente minati dall’emergenza epidemiologica. Innanzitutto è previsto un contributo a fondo perduto per spese di investimento legate alla produzione di dispositivi medici e di protezione individuale. Il contributo può arrivare al 75% delle spese sostenute. Lo stanziamento previsto è pari a 10 milioni per il 2020. Ci si rivolge ad imprese nel territorio lombardo che realizzano progetti per l’ampliamento di capacità produttive esistenti o riconversioni di unità adibite ad altra produzione. Viene inoltre previsto che le somme derivanti dalle infrazioni contestate durante l’emergenza siano destinate ad interventi di sicurezza urbana e, soprattutto, ad acquisto di dispositivi di protezione. Infine vengono incrementati gli incentivi al personale sanitario regionale, autorizzando l’ulteriore spesa di 82 milioni in incremento rispetto ai vincoli previsti per le assunzioni di personale degli enti locali.

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