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Logistica sotto i riflettori degli ispettori del lavoro

Il ministero del Lavoro accende i fari sul settore della logistica, del trasporto e del magazzinaggio, che soffre (secondo quanto accertato nel 2020 dall’Ispettorato nazionale) di «un tasso di irregolarità del 71,84%, superiore di oltre 6 punti percentuali», rispetto alla globalità degli altri settori produttivi d’Italia. E, perciò, il 7 luglio prossimo, su convocazione dello stesso titolare, varcheranno la soglia del dicastero di via Veneto i sottoscrittori del contratto collettivo del comparto, con l’intento (anche) di stimolare «percorsi virtuosi di responsabilizzazione delle grandi imprese» e dei soggetti che operano nel perimetro. È stato il ministro Andrea Orlando ad annunciarlo, ieri pomeriggio, durante il question time nell’aula di Montecitorio, aprendo il suo intervento ricordando la morte del sindacalista di origine marocchina Adil Belakhdim (investito e ucciso il 18 giugno scorso da un camionista, nel corso di una protesta dinanzi ai cancelli di un’azienda di Biandrate, in provincia di Novara), definita «una ferita profonda per il nostro Paese, che ci impone di mettere fine alle situazioni di sfruttamento selvaggio del lavoro e di lesione dei diritti» degli occupati, che «si sono diffuse con particolare gravità» in alcuni segmenti; le tutele degli addetti, ha argomentato, risultano «compresse», a causa dei «meccanismi di decentramento produttivo» e della «connessa dissociazione tra titolarità del contratto di lavoro e utilizzazione della prestazione», e lo «sfruttamento» che si ravvisa, in taluni casi, «integra gli estremi del reato di caporalato». Il mancato godimento dei riposi è in grado di minare «alla base l’equilibrio psicofisico» degli addetti, con «un impatto diretto sulla salute e sulla sicurezza» del personale, che sconta pure il fenomeno del «dumping» contrattuale, basato sull’applicazione di accordi collettivi siglati «da organizzazioni sindacali prive di reale rappresentatività, che consentono una consistente riduzione del costo del lavoro». Temi che hanno spinto, quindi, Orlando a promuovere l’istituzione di una «task force» composta dal suo ministero, dall’Ispettorato, dall’Inps, dall’Inail, dall’Agenzia delle Entrate e da altri dicasteri per condividere informazioni e sviluppare azioni congiunte.

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