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L’Offerta di Intesa su Ubi rischia di slittare a settembre

L’Offerta di Intesa su Ubi rischia di slittare a settembre
Prima dell’ok al prospetto serve il via libera di Bce, Ivass e Banca d’Italia
C’è poi il nodo Antitrust: la risposta non dovrebbe arrivare prima di luglio

L’Ops di Intesa su Ubi rischia di slittare a settembre. L’operazione è infatti condizionata all’ok di Bce, Ivass e Banca d’Italia, prima di cui, trattandosi di un istituto che opera in un settore regolamentato, non partirà ufficialmente l’iter di esame del prospetto da parte di Consob, che potrà prendere 15 giorni lavorativi a partire dal giorno in cui il quadro informativo sarà completo. In teoria Consob non sarebbe tenuta ad aspettare il responso dell’Antitrust nazionale che pure deve esaminare il dossier, ma di fatto – considerato che l’operazione creerà una concentrazione di un certo peso soprattutto nell’Italia settentrionale – non ci si aspetta che le bocce si muovano prima di conoscere la posizione dell’Autorità garante della concorrenza che non dovrebbe arrivare prima di fine giugno-inizio luglio. Agosto non è il mese ideale per lanciare un’Opa e così è probabile che si slitti a settembre, sempre che la questione non richieda un supplemento di indagine.

Tra le condizioni di efficacia dell’offerta, illustrate nel comunicato di Intesa del 17 febbraio, c’era anche quella che prevede che «entro il secondo giorno di Borsa aperta antecedente la data di pagamento del corrispettivo, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato e le Autorità antitrust di Albania e Serbia approvino incondizionatamente l’operazione di acquisizione proposta dall’offerente». Di fatto Intesa, con l’advisor Mediobanca, si è già portata avanti negoziando con Bper le condizioni per la cessione di sportelli che potrebbero rivelarsi in eccesso e si è inoltre garantita la disponiblità di Unipol a rilevare eventualmente altri asset dal lato assicurativo. Se tuttavia l’Antitrust dovesse porre condizioni più onerose Intesa potrebbe ritirarsi.

Ha fatto discutere in questi giorni la clausola “mac” (material adverse change clause), una clausola standard a garanzia dell’offerte in caso di eventi gravi e imprevisti. Lo studio Erede, che assiste Ubi (l’advisor finanziario è Credit Suisse), ha segnalato alla Consob che, a giudizio della “difesa”, «l’Ops è divenuta inefficace e l’offerente si sarebbe dovuto esprimere tempestivamente sulla rinuncia a tale condizione, non potendo invece Intesa Sanpaolo riservarsi, come ha fatto fin qui, di confermare se l’offerta è valida oppure no al termine del processo». Il riferimento è alla pandemia. Intesa è di diverso avviso e finora ha detto di ritenere l’operazione anche più sensata di prima. Sempre nel comunicato del 17 febbraio si parla della clausola da esercitarsi eventualmente «entro la data di pagamento del corrispettivo» a fronte di eventi straordinari che pregiudichino il contesto o «la situazione finanziaria, patrimoniale, economica o reddituale dell’emittente e dell’offerente». Se l’offerta, come probabile, slitterà dopo l’estate saranno comunque disponibili le semestrali sulle quali valutare più compiutamente la situazione.

Pare che anche dalla parte di Intesa, con lo studio Pedersoli, si sia fatta l’osservazione che andrebbe verificato se il nucleo stabile di azionisti – considerato tutti quelli che si sono dichiarati contrari alla proposta di Intesa – non abbia superato il 20% perchè a questo punto la cosa dovrebbe essere segnalata alla Bce. Schermaglie legali, poi toccherà comunque alla Consob valutare l’offerta quando sarà il momento.

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