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L’offensiva di Bee sul Milan: 500 milioni per la maggioranza

C’è chi l’ha chiamata la notte del Bee-nga, Bee-nga, con una certa irriverenza, perché milioni di tifosi sono poco disposti a scherzare sulla vendita del Milan. Più che altro è stata una notte di riflessione per Silvio Berlusconi. Sarà questo quarantenne che ama postare foto su Instagram con la moglie (anche poco prima di andare ad Arcore), uomo di finanza nato in Thailandia, alle spalle una famiglia che ha fatto fortuna in Australia e gode dell’appoggio del governo cinese, il prossimo proprietario del Milan? 
Bee Taechaubol è arrivato a Villa San Martino poco prima delle 19 e se n’è andato alle 23. E per tutta la serata sono filtrate voci che lo definivano molto fiducioso di chiudere subito l’operazione. Se ha ragione lo sapremo presto, forse già oggi (si aspetta un comunicato): dipenderà da quanto Berlusconi è rimasto impressionato dalla proposta del broker thailandese, 500 milioni per il 51% del club (con una piccola quota intestata a Bee), un piano che prevede la quotazione del Milan sulla Borsa di Hong Kong e poi su quella di Milano.
Berlusconi, in realtà, ha sempre detto di voler ascoltare anche la proposta della cordata concorrente, cinese, guidata da Richard Lee (con cui il patron rossonero dovrebbe aver parlato al telefono ieri mattina) che si dice offra di più (e c’è chi mette in relazione la presenza, a Milano, per l’Expo, di Zong Quinghou, il miliardario delle bibite) . Appare chiaro che Berlusconi ha deciso di liberarsi del suo ex gioiello ed evitare dispiaceri (che magari fanno anche perdere voti) come quelli di ieri sera. «Quest chi l’è vera», è la frase in dialetto che Fedele Confalonieri, il presidente di Mediaset, ha scelto per commentare l’offerta di Bee. Aggiungendo: «Cina e Thailandia sono il futuro economico».
Ad Arcore, a discutere della proposta e a guardare in tv il Milan crollare (chissà se Bee ha chiesto uno sconto), c’erano gli uomini Fininvest Pasquale Cannatelli (ad) e Alessandro Franzosi, l’eurodeputata Licia Ronzulli — che ha svolto il ruolo di mediatrice presentando il broker a Berlusconi —, James Davies-Yandle, cofondatore (con Fabio Cannavaro) del torneo di vecchie glorie che Bee sponsorizza, esponenti del fondo di Abu Dhabi Ads e della banca cinese Citic, i due principali investitori. C’era anche Barbara Berlusconi, che si è trattenuta a discutere con il padre fino a mezzanotte e mezza. Non c’era, perché a San Siro, Adriano Galliani: «Berlusconi ha a cuore il Milan, qualsiasi decisione prenderà lo farà per il bene della società. Se resterò come dirigente? Ho firmato un patto di riservatezza». È proprio il ruolo di Galliani quello più oggetto di discussione: Berlusconi sarà presidente onorario, a Barbara — ora ad per la parte commerciale — sarà offerto di rimanere, non tutti i consiglieri di Taechaubol sono d’accordo nel confermare Galliani (ma è probabile la spunti Berlusconi).
Per il resto, le idee sono chiare: mr Bee pensa a Paolo Maldini come ds, anche se l’uomo attorno a cui si vuole costruire il settore tecnico è Marcello Lippi. L’ex c.t. potrebbe in teoria fare da chioccia ad allenatori inesperti come Oddo e Gattuso (o Cannavaro che però pare voglia restare in Cina), ma c’è già stato un contatto, a Miami, con Luciano Spalletti. C’è tutto, manca il sì di Silvio.

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