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«Lodo Solferino, infondate le richieste alla Corte Usa»

Nella prima seduta dopo la decisione degli arbitri sul contenzioso Rcs-Blackstone, il titolo Rcs Mediagroup perde il 2,5% al netto dello stacco della cedola di 0,03 euro (-6,16% il calo complessivo). Perdita sostanzialmente contenuta anche per la controllante Cairo Communication, che ha chiuso le contrattazioni con un -3,14%. Entrambi i titoli hanno tra l’altro chiuso intorno ai massimi della seduta.

Venerdì scorso la decisione degli arbitri ha stabilito con un lodo definitivo che nel contenzioso sull’immobile milanese di via Solferino — sede del «Corriere della Sera» — «Rcs non ha agito in modo scorretto e tantomeno temerario» e ha deciso poi la compensazione delle spese di lite. Inoltre una perizia ha stabilito che l’immobile, venduto nel 2013 dall’allora consiglio di amministrazione di Rcs a Blackstone, valeva 33 milioni in più (il 27,5%) rispetto al prezzo dell’operazione, anche se la sproporzione non è considerata di sufficiente rilevanza.

Nei giorni successivi il verdetto è stato comunque oggetto di diverse interpretazioni, anche negative, sulle quali la casa editrice — si legge in una nota — «si riserva di adottare tutte le iniziative più opportune a tutela propria e del mercato». Lo stesso gruppo, nella medesima nota, ha parlato di «affermazioni non corrette e/o fuorvianti» a proposito delle «pretese ricadute» dell’arbitrato a carico di Rcs nei due giudizi promossi dall’acquirente e da alcuni fondi Blackstone alla Corte di New York.

La casa editrice ritiene che questi giudizi — attualmente sospesi — «siano proposti innanzi a un giudice privo di giurisdizione, e siano comunque infondati». «Nei due giudizi — si legge nella nota — uno contro Rcs e l’altro contro il suo presidente, il preteso danno non risulta neppure quantificato, oltre a non esservi alcuna base per duplicare il danno nei due giudizi».

La decisione degli arbitri, «respingendo le domande risarcitorie di controparte fondate su un preteso comportamento temerario e di mala fede di Rcs» — prosegue il comunicato del gruppo — «evidenzia l’infondatezza delle domande avversarie avanti la Supreme Court of the State of New York, basate su addebiti nei confronti di Rcs già smentiti dal lodo».

La vicenda della vendita dopo 109 anni della sede storica del «Corriere» è stata oggetto di molte contestazioni. Il prezzo di vendita (120 milioni) fu ritenuto troppo basso anche in considerazione del canone d’affitto poi applicato da Blackstone di circa 10,3 milioni annui.

Sempre la scorsa settimana il gruppo guidato da Urbano Cairo ha pubblicato la trimestrale, con ricavi saliti a 174,4 milioni e un ebitda in crescita e positivo per 9,5 milioni.

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