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L’Ocse: tassare la prima casa

L’Ocse chiede la reintroduzione della tassa sulla prima casa con esenzioni per famiglie a basso reddito. È una delle raccomandazioni contenute nel report «Verso la crescita 2021: dare forma a una ripresa solida». Il club dei paesi ricchi stila un decalogo di raccomandazioni per l’Italia post-Covid19 e, in campo fiscale, consiglia di «migliorare l’efficienza e l’equità del sistema fiscale». L’azione passa attraverso tre punti principali: la riduzione della complessità del sistema fiscale, l’ampliamento della base imponibile e il miglioramento dell’Agenzia delle entrate. Lo scopo: sostenere meglio l’occupazione e la crescita.

Per quanto riguarda l’imposta sugli immobili serve «ristabilire la tassazione sulla residenza primaria con esenzioni per le famiglie a basso reddito». Una misura che tuttavia deve essere accompagnata dall’aggiornamento dei valori catastali. Viene raccomandato di ridurre le esenzioni e le complessità, ad esempio, attraverso la razionalizzazione delle detrazioni fiscali in base all’efficacia e la semplificazione delle fasce Iva. Per quanto riguarda gli sgravi sul lavoro, l’Ocse consiglia di consolidare tutti gli incentivi in un taglio permanente dei contributi sociali per i primi 3 anni di tutti i contratti a tempo indeterminato. In merito alle Entrate, l’Ocse sottolinea che serve «migliorare il coordinamento tra le agenzie fiscali e le altre agenzie di regolamentazione». Lo scopo è di facilitare un approccio universale alle indagini che sia basato sul rischio.

Nel report, comunque, si dà atto anche delle riforme già raccomandate e portate a termine tra il 2019 e il 2020. «Il governo ha attuato importanti riforme per migliorare la conformità fiscale e nel 2020 ha ridotto il cuneo fiscale sul lavoro», scrive l’organizzazione. In primo luogo, per quanto riguarda le misure di contrasto all’evasione, l’Ocse cita l’estensione della fatturazione elettronica obbligatoria e la profilazione avanzata dei contribuenti, ma anche l’ampliamento delle dichiarazioni fiscali precompilate e le comunicazioni anticipate. Viene menzionato «il piano cashless alla fine del 2020 per incentivare il passaggio dal contante ai pagamenti digitali».

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