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L’Ocse mette gli stati sotto esame sul transfer pricing

Stati sotto esame sul transfer pricing. In vista del debutto della rendicontazione paese per paese da parte delle multinazionali, i governi dei singoli paesi e le rispettive autorità fiscali devono garantire il raggiungimento di tre obiettivi: un quadro normativo adeguato e chiaro, uno scambio di informazioni effettivo con i «colleghi» esteri e una totale riservatezza dei dati ricevuti. Proprio per verificare tali standard l’Ocse ha avviato ieri una procedura di revisione paritaria (peer review) delle giurisdizioni, Italia inclusa, volta ad accertare come gli stati si stanno muovendo in relazione all’obbligo di introdurre il country by country reporting, uno dei capisaldi del progetto Beps. L’azione 13 del maxi piano contro l’elusione approvato nell’ottobre 2015 dal G-20 prevede che i grandi gruppi internazionali (con ricavi superiori ai 750 milioni di euro) stilino una relazione annuale per ogni giurisdizione fiscale in cui operano, contenente tutte le informazioni utili a definirne il raggio d’azione: fatturato, utili, tasse pagate, numero di dipendenti ecc. Questa misura, ritenuta dagli operatori la più incisiva dell’intero pacchetto Beps, è stata introdotta dall’Italia nell’ordinamento nazionale con la legge n. 208/2015. Per assicurare l’efficacia dello scambio di informazioni, l’Ocse ha fornito indicazioni agli stati sugli minimi da rispettare, precisando che ogni giurisdizione avrà a disposizione tempi diversi per adeguarsi. Per facilitare l’implementazione del Cbcr, l’azione 13 comprende un pacchetto di misure che riguardano: un modello legislativo standard utilizzato dai paesi per richiedere alla controllante di un gruppo multinazionale residente all’estero di presentare il rapporto nella sua giurisdizione; accordi con le autorità competenti relativamente ai modelli da applicare per facilitare l’attuazione della trasmissione di informazioni sulla base di convenzioni multilaterali di assistenza amministrativa tributaria; accordi «Tiea» di scambio dati in materia fiscale. Il processo di peer review avviato ieri dall’organizzazione parigina si articola in tre fasi, che saranno portate avanti nel triennio 2017-2019.

Gloria Grigolon e Valerio Stroppa

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