Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’Ocse avverte: Pil giù del 14%. La Bce pensa alla bad bank

L’incertezza su una possibile seconda ondata di contagi pesa sulle Previsioni economiche dell’Ocse — e non solo —, che ieri ha stimato per l’Italia un crollo della crescita nello scenario peggiore, pari al 14% e in quello base dell’11,3% per quest’anno. Con il debito pubblico che esplode al 170% nel primo caso. Ma il resto d’Europa e del mondo non va meglio. Ieri la Federal Reserve, pur con stime diverse dall’Ocse, ha deciso di lasciare i tassi di interesse a zero fino al 2022 perché il virus «pesa molto» sull’economia americana, che registrerà una contrazione del 6,5% (-7,3% per l’Ocse) nel 2020 con la disoccupazione al 9,3%, seguita da un rimbalzo del Pil pari al 5% nel 2021 e al 3,5% nel 2022.

La recessione economica scatenata dalla pandemia è la più grave da quasi un secolo, sottolinea l’Ocse, che promuove le azioni messe in campo dall’Italia per fronteggiare l’emergenza, nonostante l’impatto sul debito pubblico: «Non è il momento di applicare le regole strettamente alla lettera. Oggi non dobbiamo focalizzarci sulle regole come quella del 3% dell’Unione europea — ha detto il segretario generale dell’Ocse, Miguel Angel Gurria durante la conferenza stampa —. Oggi dobbiamo impiegare tutte le risorse che abbiamo, non bisogna lasciare nulla da parte, per combattere il virus». Per accelerare la ripartenza l’Ocse chiede ai governi un robusto sostegno fiscale e una spesa pubblica «ben mirata» ad aiutare i più vulnerabili e a fornire gli investimenti per una ripresa sostenibile. In questo contesto, la capoeconomista Laurence Boone giudica il Recovery Fund proposto dalla Commissione Ue «una delle migliori iniziative scaturite da questa crisi». Oggi di Recovery Fund — che sta dividendo gli Stati membri (la Danimarca è passata dai contrari agli scettici) — discuterà l’Eurogruppo, anche se non gli spetta redigerne la legislazione. I ministri finanziari dei 19 Paesi che hanno adottato la moneta unica affronteranno «come incorporare nella struttura l’aspetto zona euro che è indubbiamente rilevante», ha spiegato una fonte Ue, aggiungendo che l’appartenenza della zona euro deve essere presa in conto nella governance del Recovery Fund, visto che il Semestre europeo formerà la base dei piani di ripresa nazionali. Non sarà affrontato, invece, il tema di una bad bank europea per gestire i crediti deteriorati a causa della crisi, ha spiegato la fonte. La Bce, invece, starebbe studiando il dossier e avrebbe creato una task force dedicata, secondo la ricostruzione di Reuters. Due giorni fa il presidente del consiglio di Vigilanza Andrea Enria ha toccato il tema: «Ho sostenuto l’idea di società di gestione degli asset — ha detto — penso siano utili». Ma ha precisato che parlarne ora è «prematuro». Oggi il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno lancerà il processo per l’elezione del suo successore, dopo la decisione di non ricandidarsi a un secondo mandato.

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Al via l ’alleanza con la piattaforma Fabrick per offrire alle banche le gestioni patrimoniali. ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Europa scommette sull’idrogeno per centrare gli obiettivi climatici del Green deal. La rivoluz...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È partita ieri l'offerta pubblica di scambio volontaria (Ops) promossa da Intesa Sanpaolo sulla tot...

Oggi sulla stampa