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L’Ocse alza le stime per l’Italia “Ma tagli le tasse sul lavoro”

L’Italia non ripartirà davvero se non cresce l’occupazione. L’Ocse rivede al rialzo le stime sul Pil per il 2021, passa dal 4,5% ipotizzato a maggio al 5,9% (4,1% nel 2022, quanto l’economia tornerà ai livelli pre-Covid), ma indica una via maestra per garantire la crescita: misure per la creazione di posti di lavoro, a cominciare da un taglio permanente del cuneo fiscale, oggi il quinto più alto tra i Paesi sviluppati. Senza lavoro i consumi rimangono fermi, intere fasce di popolazione, a cominciare da tanti giovani, rimangono intrappolate dalla povertà, e sarà difficile ridurre il debito. Analisi su cui concorda il ministro dell’Economia Daniele Franco: «Possiamo realizzare una crescita più veloce se saremo capaci di aumentare i tassi di occupazione in particolare di donne, giovani, residenti nel Mezzogiorno e anche di persone più anziane», afferma, dicendosi però fiducioso che alla fine i risultati ci saranno, e il Pil aumenterà oltre le previsioni. «Puntiamo a una crescita post-Covid che sia più alta di quella realizzata prima della crisi – sostiene – . Dobbiamo bloccare questa nostra lunga stagnazione della congiuntura economica ».I sostegni economici alle famiglie e alle imprese sono importanti, e vanno mantenuti «fino a quando la ripresa non sarà consolidata e più mirata», rileva l’Ocse, che però chiede di confermare lo stop alle forme di pensionamento anticipato, da “Quota 100” a “Opzione Donna”, e «ristabilire immediatamente la correlazione tra età pensionabile e speranza di vita». Franco conferma che Quota 100 «scadrà» a fine anno, ma dicendosi fiducioso che nel quadro della prossima legge di Bilancio si troverà «il giusto equilibrio con il supporto di tutti i membri del governo ». Da ridimensionare, secondo l’organizzazione economica che ha sede a Parigi, anche il reddito di cittadinanza, «per incoraggiare i beneficiari a cercare lavoro nell’economia formale».Per favorire l’occupazione e una ripresa più forte e resiliente è fondamentale, rileva l’Ocse, stare al passo con la tabella di marcia delle riforme. E in questo quadro, la priorità è quella del settore pubblico. Il Pnrr, afferma il segretario generale dell’Ocse, Mathias Cormann, indirizzerà l’Italia verso «una crescita più forte, più verde, più equa e più digitalizzata », ma «un settore pubblico più efficace è fondamentale per garantirne il successo». E al momento, ricordano gli analisti di Parigi, «la fiducia nelle pubbliche istituzioni si attesta tra i livelli più bassi dei Paesi dell’Ocse». Serve dunque una pubblica amministrazione più forte ed efficace: si chiede di accelerare il processo di rinnovamento anche anagrafico, oltre che di competenze dei dipendenti della Pa.Le riforme, a lungo rimandate, sono tutte necessarie: l’Ocse dedica una parte importante dello studio alla riforma fiscale, partendo dalla necessità di un alleggerimento delle imposte sul lavoro e dal riordino delle agevolazioni ed esenzioni fiscali. Gli sforzi per rendere maggiormente equa l’imposta sul reddito, si fa notare, dovrebbero tener conto delle imposte sulla proprietà, comprese quelle di successione. Equità significa anche combattere seriamente l’evasione fiscale.Da accelerare anche la riforma delle procedure giudiziarie: l’Ocse chiede di aumentare le risorse destinate ai tribunali per rendere più rapidi i processi, la certezza del diritto è fondamentale per la ripartenza dell’economia.

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