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L’Ocse aggiorna la lista nera

L’Ocse aggiorna la sua lista dei paradisi fiscali. Diciassette le giurisdizioni che, passate al setaccio in 15 mesi dal Global forum sulla trasparenza e lo scambio di informazioni, hanno aggiornato le loro giurisdizioni passando da parzialmente compliant in un’ottica di trasparenza fiscale a un largamente compliant.

Una sola, Trinidad Tobago, è rimasta nel cono d’ombra. Esame superato per la legislazione fiscale italiana che inizierà lo scambio di informazioni con le altre amministrazione da settembre 2017. È questo il quadro che traccia a ItaliaOggi Pascal Saint-Amans, direttore del Centro fisco e amministrazione dell’Ocse.

Domanda. Cos’è la lista Ocse?

Risposta. Il Global forum, ospitato dall’Ocse, per la trasparenza e lo scambio di informazioni per scopi fiscali, ha pubblicato i risultati del suo processo di revisione. L’esito è chiaro: sono stati compiuti enormi progressi da parte di molte giurisdizioni verso lo scambio di informazioni sullo standard di richiesta (lo standard Eoir) negli ultimi 15 mesi, dal momento che i ministri delle finanze del G20 invitano a individuare le giurisdizioni non cooperative per quanto riguarda la trasparenza fiscale.

D. Qual è la differenza con le precedenti liste Ocse?

R. Il processo di revisione del Global forum considera se una giurisdizione abbia un quadro giuridico e regolamentare sufficiente, nonché processi e procedure adeguati per soddisfare lo standard Eoir.

D. Quanti sono i paesi che saranno inclusi?

R. Negli ultimi 15 mesi, le significative modifiche apportate dalle giurisdizioni verso la conformità allo standard Eoir hanno portato a un miglioramento delle valutazioni complessive di 17 giurisdizioni. In particolare, tre giurisdizioni si sono spostate da «non conforme» a «in gran parte conforme», dieci giurisdizioni sono state spostate da «parzialmente conforme» a «in gran parte conforme», una giurisdizione si è trasferita da «non conforme» a «parzialmente conforme», e tre giurisdizioni, che non erano state precedentemente valutate, hanno ricevuto un punteggio di «largamente conforme». Di conseguenza, oggi solo una giurisdizione, Trinidad e Tobago, ha un rating «non conforme» rispetto allo standard Eoir e sei giurisdizioni (Anguilla, Curaçao, Indonesia, Isole Marshall, Saint Maarten e Turchia) hanno una valutazione «parzialmente conforme».

D. Quali criteri sono stati usati per la formazione delle liste?

R. Il primo ciclo di pareri del Global forum è stato completato dal 2010 al 2016, basato su un processo in due fasi. La fase 1 considerava un quadro giuridico e regolamentare della giurisdizione, mentre la fase 2, che includeva una visita in loco, ha esaminato le pratiche e le procedure. Nell’ambito del secondo ciclo di revisioni di pari livello avviato a metà del 2016, si combinano gli elementi di fase 1 e fase 2 e vengono aggiornati i criteri di revisione, in particolare per tenere conto della disponibilità e dell’accesso alle informazioni di proprietà privilegiate delle entità. Al termine del processo di revisione del Global forum, viene rilasciata una valutazione globale «Compliant», «generalmente conforme», «parzialmente conforme» e «non conforme».

D. Qual è un primo giudizio sul progetto Beps (misure di contrasto all’elusione fiscale)?

R. Per quanto riguarda i risultati del processo di revisione reciproca dei Beps, i primi risultati verranno pubblicati entro la fine dell’anno. Si potrà tuttavia trovare un aggiornamento completo sulle attività del quadro inclusivo di Beps nella relazione che sarà pubblicata la prossima settimana e presentata al G20 al vertice di Amburgo.

D. Qual è il giudizio Ocse sul sistema fiscale italiano?

R. Per quanto riguarda il sistema fiscale italiano e la questione della trasparenza fiscale, il Global forum sulla trasparenza e lo scambio di informazioni per scopi fiscali ha esaminato il sistema italiano in base allo standard di trasparenza fiscale per lo scambio di informazioni «a richiesta» (Eoir), che ha ricevuto un «In gran parte conforme», il secondo più alto. La recensione è disponibile online su www.eoi-portal.org. Il prossimo ciclo di revisioni dello standard Eoir per l’Italia è attualmente in corso e sarà pubblicato entro la fine dell’anno.

D. E sullo scambio automatico di informazioni?

R.Per lo scambio automatico delle informazioni standard (Aeoi), l’Italia si è impegnata a iniziare lo scambio di informazioni sul conto finanziario nel settembre 2017. Infine, va ricordato che l’Italia ha contribuito in modo significativo al nostro lavoro per combattere i crimini fiscali e altri crimini finanziari nell’ambito del Dialogo di Oslo. L’Italia ospita l’Accademia Ocse per l’investigazione di crimini fiscali a Ostia ed è uno dei principali sostenitori della seconda accademia, l’Accademia Ocse Africa per l’Investigazione delle imposte e dei crimini finanziari, ospitata dal Kenya e attualmente esegue la sua prima formazione pilota Programma a Nairobi.

Cristina Bartelli

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