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Locatori, doppia norma e bonus a rischio

La duplicazione della norma sul fondo perduto per i locatori, presente sia nel decreto Ristori sia nella legge di Bilancio 2021, rischia di mandare in tilt il bonus. La disposizione introdotta all’articolo 9-quater del decreto ristori (dl 137/2020) è stata inspiegabilmente clonata nella legge di Bilancio 2021 (art. 1, commi 381-384, legge 178/2020) con però una sostanziale differenza che ne rende l’applicazione incerta.

Nella versione del decreto Ristori infatti, il bonus in commento è concesso per l’anno 2021, al locatore di immobile ad uso abitativo, ubicato in un comune ad alta tensione abitativa (che costituisca l’abitazione principale del locatario) che riduce il canone del contratto di locazione in essere alla data del 29 ottobre 2020. La norma dunque pone tra i vari requisiti anche uno specifico oggettivo relativo «all’esistenza» del contratto alla data del 29 ottobre 2020 che taglia fuori dall’agevolazione i contratti di locazione nuovi ovvero sottoscritti successivamente a tale data. Nella legge di Bilancio 2021 però questa condizione viene meno. Cadendo un requisito oggettivo, di fatto l’agevolazione nella versione «da legge di bilancio» diventa più inclusiva, concedendo un serio ampliamento dei soggetti beneficiari.

La disposizione più recente contenuta nella legge di Bilancio 2021 apre infatti le porte dell’agevolazione non solo ai titolari di un contratto di locazione in essere al 29/10/2020, ma anche a tutti i locatori che hanno sottoscritto e che sottoscriveranno un contratto successivamente a tale data. In questo caso però, come messo in luce anche nel dossier alla legge di Bilancio 2021, è opportuno che si proceda ad una armonizzazione delle due norme che rappresentano pressoché l’una la fotocopia dell’altra. E’ presumibile che essendo la «versione da legge di Bilancio» del fondo per i locatori più recente rispetto a quella «da decreto Ristori», sia la versione definitiva e più aggiornata del bonus ma tale dubbio non può essere lasciato ad interpretazioni di sorta ma va sciolto in maniera puntuale dal legislatore.

Nel dossier inoltre viene indicato che, il bonus da legge di bilancio, non prevede l’istituzione nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di un fondo denominato «Fondo per la sostenibilità degli affitti di unità immobiliari residenziali» con una dotazione di 50 milioni di euro per l’anno 2021. Relativamente allo stanziamento, probabilmente esiguo data la portata della disposizione, al comma 384 dell’articolo 1 della legge di Bilancio 2021 viene infatti solo specificato che «è autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2021» senza ulteriori indicazioni ed anche tale lacuna andrebbe sanata. Altra problematica scaturita dalla duplicazione della norma è relativa ai termini per la pubblicazione del collegato provvedimento attuativo da parte dell’Agenzia delle entrate.

Nel decreto Ristori al comma 3 dell’articolo 9-quater il termine ultimo per l’emissione del provvedimento è fissato a 60 giorni post entrata in vigore della legge di conversione del decreto datato 18 dicembre 2020. Nella legge di bilancio invece al comma 383 si parla di 60 giorni dall’entrata in vigore della legge pubblicata il 30 dicembre 2020. In poche parole vi è incertezza anche sul termine entro il quale l’agenzia dovrà provvedere a stabilire le modalità attuative di attuazione della disposizione oltre a fissare la percentuale di riduzione del canone di locazione mediante riparto proporzionale in relazione alle domande presentate.

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