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L’obbligo di anagrafe vale per tutti

Restando, dopo l’articolo pubblicato ieri, ai primi nodi applicativi della riforma del condominio (con particolare attenzione a quanto previsto per la disciplina applicabile agli amministratori), va sottolineato come le nuove attribuzioni di tenuta del registro dell’anagrafe condominiale, nonché degli altri registri dei verbali assembleari, di nomina e revoca e di contabilità, incombono sugli amministratori dal 18 giugno 2013, indipendentemente dal momento in cui ha avuto inizio il mandato. Da questa stessa data incombe pure su ciascun condomino l’obbligo di comunicare in forma scritta all’amministratore le variazioni dei dati da censire nel registro anagrafico.
Pure per gli amministratori nominati prima della riforma esiste l’obbligo di indicare le proprie generalità ed i propri recapiti nel luogo di accesso al fabbricato, di esibire i documenti contabili a ciascun condomino o titolare di diritti reali o di godimento nell’edificio, come di aprire ed utilizzare il conto corrente condominiale e di restituire alla cessazione dell’incarico tutta la documentazione in suo possesso.
Nello stesso senso, gli amministratori che fossero già insediati il 18 giugno 2013, devono comunque da tale giorno agire per la riscossione forzosa delle somme dovute dagli obbligati entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, fornire al condomino che ne faccia richiesta attestazione relativa allo stato dei pagamenti degli oneri condominiali e delle eventuali liti in corso, comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi, curare tutti gli adempimenti fiscali, procedere ad una rendicontazione di immediata verificabilità per i condomini.
Per le assemblee tenute dal 18 giugno 2013 in poi, non possono essere conferite deleghe agli amministratori, senza che abbia a tale effetto rilievo l’epoca di inizio del mandato. Il rinnovato regime della prorogatio, che priva l’amministratore del diritto ad ogni compenso, ma ne limita le incombenze alle sole attività urgenti, troverà applicazione per ogni situazione di cessazione di incarico avente origine o protrattasi dal 18 giugno 2013 in poi.
L’amministratore che non ha reso il conto della gestione per un solo anno antecedente all’entrata in vigore della Riforma, confidando nel meno severo regime antecedente (che ne ammetteva la revoca unicamente in caso di inadempimento durato due anni), diviene revocabile, in forza dell’inasprito articolo 1129 (ora comma 11) del Codice civile, allorché, al 18 giugno 2013, sia decorso il termine concesso dall’articolo 1130 n. 10 del Codice, in quanto subisce il trattamento normativo subentrato in costanza della sua protratta condotta omissiva.

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