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Lo strappo del Nord

La spinta dei referendum sull’autonomia in Lombardia e Veneto parla soprattutto veneto. E’ un’autonomia a due velocità, con il governatore Luca Zaia a guidare l’asse del Nord leghista. In Veneto viene superato nettamente il quorum di legge del 50,1%: vota infatti il 57,9%. I Sì ovviamente sono una valanga, più del 98%. In Lombardia, dove non era previsto il quorum, invece, Roberto Maroni si deve accontentare, secondo una proiezione ufficiosa fatta a mezzanotte, del 40%. Un dato che supera l’obiettivo minimo che si era dato il governatore lombardo: quel 34 per cento tarato sui votanti al referendum sulla riforma del Titolo V del 2001. Il paradosso è che, mentre nel Veneto che vota ancora con carta e matita i dati sono disponbili poco dopo lo stop delle 23, nella Lombardia dei tablet i numeri ufficiali latitano ancora dopo l’una di notte.
Il Veneto ha praticamente doppiato la Lombardia. In Veneto hanno votato quasi il 60 per cento dei quattro milioni di elettori. In Lombardia, che conta il doppio degli elettori rispetto alla “consorella”, solo 2,5 milioni. Ora i due governatori leghisti si preparano a battere cassa al governo. Per ottenere dallo Stato una parte degli oltre 40 miliardi di residuo fiscale. Il redisuo fiscale è la differenza tra il totale delle imposte versate da queste due regioni allo Stato e la cifra che Lombardia e Veneto ricevono in cambio in spesa pubblica. Una cifra enorme. Pari al doppio della legge di bilancio appena annunciata. Zaia e Maroni sono pronti ad aprire la trattativa. Se il governatore del Veneto usa toni euforici, quelli di Maroni, comunque, non sono da meno. «Missione compiuta – commenta il governatore -Ora voglio trattare con Gentiloni». La Lega festeggia e con essa le altre forze del centrodestra. Forza Italia con Renato Brunetta esprime «grande soddisfazione per l’affluenza in Veneto». Del resto, in passato era stato Silvio Berlusconi ad ipotizzare perfino una candidatura a premier di Zaia. Il leader della Lega Matteo Salvini è il primo a dare su Facebook la notizia che il Veneto supera il quorum. «Sono felice dei milioni di elettori che hanno chiesto una politica più vicina e concreta». Nel centrosinistra, che in Lombardia protesta per il ritardo dei dati, la senatrice Laura Puppato osserva che il risultato in Veneto «non è una vittoria della Lega, perché il quorum è stato raggiunto anche grazie al Pd». In ogni caso, in Lombardia, dove il Pd ha lasciato libertà di voto, hanno votato Sì sia il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, sia, «con intento critico», il coordinatore del Pd Lorenzo Guerini.

Andrea Montanari

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