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Lo strappo del Fondo, la Grecia in bilico

Nell’incontro notturno di mercoledì scorso la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier greco Alexis Tsipras e il presidente francese Francois Hollande avevano concordato di «intensificare» e di «accelerare» i negoziati sul salvataggio della Grecia. Ma il Fondo monetario di Washington (Fmi), che è tra i principali creditori di Atene con la Commissione europea e la Bce, ha richiamato di colpo la sua squadra di tecnici impegnati nelle trattative a Bruxelles. 
«Ci sono ancora grandi differenze in settori chiave e non ci sono stati progressi per colmare queste divergenze», ha affermato il portavoce del Fmi Gerry Rice. I principali punti di contrasto restano la spesa dello Stato per le pensioni e la previdenza, insieme all’evasione fiscale. Non si tratta però di una rottura. «Il Fmi non lascia mai il tavolo — ha detto Rice —. Restiamo impegnati, ma in questo momento la palla è soprattutto nel campo della Grecia».
Mercoledì scorso Tsipras aveva manifestato aperture che avevano convinto Merkel ad accettare l’incontro a tre insieme a Hollande al termine della prima giornata del summit Ue-America Latina a Bruxelles. Dopo due ore di colloqui, poco dopo mezzanotte, la cancelliera aveva lasciato l’edificio senza rilasciare dichiarazioni. Anche Hollande era rimasto in silenzio. Solo Tsipras aveva espresso ottimismo sulla conclusione di un compromesso.
Ma anche i tecnici del governo ellenico ieri hanno lasciato i negoziati a Bruxelles, nonostante un incontro di due ore tra il premier di Atene e il presidente lussemburghese della Commissione Jean-Claude Juncker a margine del vertice Ue- America Latina.
Il governo greco ha confermato di voler «intensificare la discussione per chiudere presto un accordo, anche nei prossimi giorni». Tsipras ha detto che si continua «a lavorare per colmare le differenze, in particolare sul bilancio, per arrivare a un accordo che garantisca il recupero della Grecia insieme alla coesione sociale e a un debito pubblico sostenibile». Juncker ha definito l’incontro «importante» e «costruttivo» anticipando che i contatti continueranno nei prossimi giorni. Ma il presidente polacco del Consiglio Ue Donald Tusk ha ammonito che «non c’è più tempo per il gioco d’azzardo» perché «abbiamo bisogno di decisioni, non di negoziati». Il presidente della Banca centrale tedesca Jens Weidmann ha ricordato il «rischio di insolvenza in aumento giorno dopo giorno» e ha definito «cruciale» risolvere il problema Grecia entro l’Eurogruppo del 18 giugno prossimo.
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