Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Lo stralcio dei debiti al bivio della tassazione

Procedure concorsuali con impatto multiplo in dichiarazione. In Unico 2013 si applicano per la prima volta le novità varate l’anno scorso su procedure concorsuali e meta-concorsuali, in particolare sul trattamento delle sopravvenienze attive derivanti dalla falcidia dei debiti (Dl 83/2012). Le modifiche pongono alcune questioni applicative che complicano, in assenza di chiarimenti ufficiali, la gestione degli adempimenti dichiarativi. Nonostante i recenti interventi normativi, la tassazione del reddito in alcune nuove procedure previste dalla legge fallimentare, presenta ancora aspetti che andrebbero meglio coordinati con le regole del Tuir, visto anche il massiccio ricorso a questi istituti per l’aggravarsi della crisi. Sostanzialmente diverso, poi, è l’approccio Irap (si veda l’articolo in basso).

I passaggi
La riduzione di debiti iscritti a bilancio in esercizi precedenti (il cosiddetto stralcio) comporta l’emersione di sopravvenienze attive che impattano sul conto economico. Queste componenti positive sono ordinariamente tassabili salvo due eccezioni: equando la rinuncia è effettuata da un socio; rquando la rinuncia è riconducibile a un piano attestato di risanamento (articolo 67, comma 3, lettera d), della legge fallimentare) che sia stato iscritto al registro imprese, a un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato dal tribunale (articolo 182-bis della legge fallimentare) o a un concordato preventivo (articolo 160 e successivi della legge fallimentare). In questi casi bisogna procedere a una variazione in diminuzione nel rigo RF54 del modello Unico SC.
Il regime di neutralità fiscale delle sopravvenienze attive è vincolato all’omologa della proposta concordataria o dell’accordo di ristrutturazione. Le sopravvenienze da falcidia nell’ambito di transazioni extragiudiziali sono infatti integralmente tassabili.
L’irrilevanza delle sopravvenienze attive in presenza di piani attestati di risanamento e di accordi di ristrutturazione dei debiti in base all’articolo 88, comma 4, resta comunque limitata. La norma dispone infatti che, avveratesi le condizioni (iscrizione o omologa), la detassazione opera per la parte di sopravvenienza che eccede le perdite utilizzabili e questo, sia con riferimento a quelle pregresse, sia con riferimento alle perdite di periodo. Questo passaggio della disposizione è quello che pone i maggiori dubbi applicativi. Non è chiaro, infatti, se la consumazione delle perdite pregresse a detassazione della sopravvenienza debba avvenire con le regole previste dall’articolo 84 del Tuir (e quindi in misura corrispondente all’80% – tesi Assonime, espressa nella circolare 15/2013) o se, invece, la consumazione debba intendersi integrale.
Ad ogni buon conto, la riduzione dei debiti nell’ambito degli accordi di ristrutturazione e dei piani attestati di risanamento, non genera sopravvenienze attive fiscalmente neutrali in senso assoluto, disponendosi in tutto o in parte il preventivo utilizzo delle perdite fiscali altrimenti usufruibili. Se le sopravvenienze attive sono invece riferibili al concordato preventivo o fallimentare, non ci sono limiti alla loro irrilevanza.
Plusvalenze e minusvalenze
Per quanto riguarda le plus e le minusvalenze, va segnalato che il comma 5 dell’articolo 86 del Tuir non è stato modificato: l’irrilevanza fiscale delle cessioni di beni eseguite nelle procedure concorsuali è prevista dunque solo nell’ambito del concordato preventivo e non anche per i piani attestati e gli accordi di ristrutturazione. Il mancato coordinamento tra la disciplina prevista per le sopravvenienze attive e le plusvalenze realizzate nell’ambito delle procedure metaconcorsuali desta diverse perplessità dato che, in presenza di cessioni di cespiti fortemente plusvalenti nell’ambito di queste procedure, il prelievo fiscale può sottrarre significative risorse al progetto di risanamento, in una logica che non risponde alla generale esigenza di riduzione dell’onere fiscale per queste operazioni.
È stato risolto, invece, il tema della portata applicativa dell’irrilevanza prevista dal comma 5 dell’articolo 86: questa si applica anche se la plusvalenza emerge dalla cessione dei beni effettuata a favore di soggetti terzi e non, quindi, necessariamente, se la cessione avviene a favore dei creditori della società ammessa alla procedura di concordato preventivo.
Questo alla luce della ratio che è quella di ridurre l’onere fiscale delle operazioni compiute durante la liquidazione concordataria per la società (risoluzione 29/E/2004 e Cassazione 5112/ 1996). Anche in questi casi, quindi, via libera alla variazione in diminuzione che dovrà essere allocata nel rigo RF54.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa