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Lo statuto Bpm in Bankitalia

di Federico De Rosa

MILANO — Il nuovo statuto duale della Bpm è arrivato in Banca d'Italia. Il plico è stato trasmesso ieri a Via Nazionale che adesso inizierà le verifiche sul nuovo assetto di governance dell'istituto milanese. Verifiche che terranno in considerazione i rilievi mossi da Palazzo Koch a Bpm in seguito alle verifiche effettuate a Piazza Meda. Secondo alcune fonti, insieme allo statuto la banca milanese avrebbe inviato a Roma altri documenti per dare evidenza degli adempimenti chiesti dalla Vigilanza.

Adesso inizia dunque la fase più delicata per Bpm. E per l'Associazione Amici della Bipiemme, di cui fanno parte i sindacati e i dipendenti soci, che ha avuto finora un'influenza decisiva nella definizione degli assetti della banca e sembra voglia mantenerla anche con la nuova governance. La verifica di Banca d'Italia sul nuovo statuto dovrebbe essere rapida. Il 22 ottobre è in programma l'assemblea e il parere di Palazzo Koch è atteso prima. Sempre che il vicedirettore generale, Anna Maria Tarantola, che sta gestendo il delicato dossier, non sollevi eccezioni. Eccezioni che, nel caso, potrebbero ruotare attorno al ruolo dell'Associazione Amici nella nuova governance e quindi nella complessa partita delle nomine.

Bankitalia potrebbe non avere nulla da eccepire oppure, qualora dovesse ritenere che la creazione di due consigli, di sorveglianza e di gestione, non sia sufficiente a sterilizzare l'influenza dei sindacati e dei soci dipendenti sulla gestione della banca potrebbe o imporre dei correttivi oppure, estrema ratio, sospendere i voti degli Amici alla prossima assemblea.

In base allo statuto l'Associazione, promotrice della lista di maggioranza, avrà 11 posti su 19 nel consiglio di sorveglianza a cui spetta poi la nomina del consiglio di gestione. I nomi sono già stati individuati dalle quattro sigle sindacali con l'intervento di Investindustrial di Andrea Bonomi, che punta a gestire il turnaround di Bpm a fronte di un investimento di 200 milioni. A guidare la lista è il banchiere Carlo Salvatori, il quale ieri ha opposto un «no comment» alle voci che lo danno come prossimo presidente del consiglio di sorveglianza.

Ai sindacati nazionali la spartizione delle poltrone non è piaciuta. La Fiba ha sospeso i rappresentanti in Bpm mentre la Fabi, dopo aver sconfessato i suoi (il responsabile in Bpm, Daniele Ginese starebbe per passare alla Uilca) la prossima settimana manderà una terna di commissari a rappresentarla in Piazza Meda. Intanto, secondo indiscrezioni, oggi Ponzellini dovrebbe incontrare Massimo Masi, il segretario generale della Uilca.

Parallelamente alle manovre per il rinnovo dei vertici di Bpm ha iniziato a muoversi anche il consorzio che dovrà garantire l'aumento di capitale da 800 milioni di euro, deliberato martedì. La novità è che ha chiesto di farne parte il fondo Clessidra di Claudio Sposito, che punterebbe e investire in Piazza Meda ottenendo una parte dell'inoptato.

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