Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Lo Stato aiuta Mps con altri due miliardi

Somiglia molto a una nazionalizzazione, ma alla fine potrebbe anche non esserlo. Il nuovo sostegno pubblico a Banca Mps arriverà fino a 2 miliardi. Una cifra superiore alle attese, che sommata agli 1,9 miliardi dei Tremonti-bond ricevuti nel 2009, porta a 3,9 miliardi l’esposizione potenziale del gruppo senese nei confronti dello Stato, «attraverso nuovi strumenti finanziari di patrimonializzazione assimilabili a obbligazioni speciali, simili ai T-bond», come spiega una nota di Palazzo Chigi.
Il provvedimento, che non era nel decreto Sviluppo di ieri, sarà inserito in quello sulle Dismissioni atteso per oggi in Gazzetta. Dopo la certificazione di Bankitalia che per raggiungere entro giugno il rafforzamento patrimoniale di 3,2 miliardi richiesto dall’Autorità bancaria europea (Eba) Siena stimava un fabbisogno di 1,3-1,7 miliardi, il Consiglio dei ministri ha preso la decisione su proposta di Mario Monti, «in attuazione della dichiarazione dei capi di Stato e di Governo dell’Ue del 26 ottobre 2011 sulle misure di rafforzamento del settore bancario».
L’obiettivo della richiesta Eba è un coefficiente patrimoniale Core Tier 1 del 9% per gli istituti europei. E l’intervento del Governo, puntualizza Palazzo Chigi, «s’è reso necessario per rispettare l’impegno preso dall’Italia con i partner», a seguito dell’impossibilità comunicata dal Montepaschi di ricorrere a «soluzioni private» di rafforzamento patrimoniale.
«La Banca d’Italia ha ritenuto opportuno, considerata l’incertezza delle operazioni in corso di realizzazione, che lo strumento legislativo contemplasse un importo massimo di 2 miliardi – aggiunge il comunicato -. Sarà poi Banca Mps, in prossimità dell’emissione, a stabilire la cifra effettivamente necessaria». La sottoscrizione pubblica, conclude la nota del Governo, sarà soggetta al via libera della Commissione europea «sulla compatibilità delle misure decise con il quadro normativo dell’Unione in materia di aiuti di Stato e alla presentazione di un piano di ristrutturazione da parte di Banca Mps».
L’intervento dello Stato, sollecitato dallo stesso gruppo presieduto da Alessandro Profumo e guidato dall’amministratore delegato Fabrizio Viola, a prima vista può sembrare l’anticamera della pubblicizzazione della terza banca del Paese, che in Borsa capitalizza 2,3 miliardi. I due manager, che ieri hanno illustrato al consiglio di Rocca Salimbeni il nuovo piano industriale 2012-2015 (presentato oggi in conferenza stampa), un dossier lacrime e sangue che punta a ridurre i costi e a razionalizzare la macchina operativa, in realtà giocano una partita con la determinazione di chi pensa di avere le carte buone per vincerla. Quali?
In primo luogo, la banca ha un patrimonio netto di 7 miliardi. Seconda considerazione: nel portafoglio del gruppo ci sono 25 miliardi in Btp, circa un terzo dei quali, oltre 8, scadrà nel 2015. La nuova sottoscrizione pubblica, insomma, non supera la metà del credito che Siena potrebbe già recuperare dallo Stato tra due anni e mezzo. Terzo punto: le obbligazioni speciali annunciate dal Governo (che a Siena costeranno circa 300 milioni a esercizio), non vengono remunerate in caso di mancato dividendo.
La Fondazione Mps, azionista al 36,5% della banca di Rocca Salimbeni, si è prudentemente “parata” e non prevede d’incassare cedole almeno per i prossimi due anni. Il risanamento della banca potrebbe richiedere un sacrificio ulteriore ai soci, a secco di dividendi anche quest’anno. E questo spiega la nuova ondata di vendite sul titolo che ieri in Borsa ha perso il 5,3% a 0,19 euro.
Ricapitolando: siccome il mercato non ha consentito al Montepaschi di completare con soddisfazione il piano di dismissioni e il ricorso a un aumento di capitale sarebbe stato in questa fase quantomeno imprudente, il Governo ha deciso di sostenere finanziariamente la terza banca del Paese (in linea con le indicazioni di Bruxelles). E Siena punta a chiudere il cerchio nel 2015, alla fine cioè dell’arco temporale del piano d’impresa che il consiglio d’amministrazione ieri stava ancora discutendo in tarda serata e che Viola illustrerà oggi in pubblico.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Fininvest esce da Mediobanca dopo 13 anni, e con l’aiuto di Unicredit vende il suo 2% ai blocchi: ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una nuova tassa sulle multinazionali, quelle digitali e anche quelle tradizionali. Pagamento delle i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La prossima settimana il Consiglio dei ministri varerà due decreti. In uno ci saranno la governance...

Oggi sulla stampa