Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Lo spread torna sotto 440

di Celestina Dominelli

Giornata di tregua sui titoli di Stato italiani dopo il martedì al cardiopalma che ha spinto il differenziale tra il BTp e Bund tedeschi a quota 459. Ma i nervi restano tesi e i tassi molto alti. Con il rendimento del decennale che ha chiuso ieri al 6,19%, non lontano dal livello della convulsa giornata festiva. Il tasso di interesse sul quinquennale, poi, si è attestato al 6,01%, mentre quello del biennale al 5,25 per cento. Così il progressivo restringimento dello spread sul decennale italiano – che nella mattinata è arrivato a toccare anche un minimo di 422 punti base – ha rallentato in chiusura per attestarsi a 436, in calo di soli 6 centesimi rispetto ai record registrati martedì. Il tutto in una giornata segnata dall'attesa per il Cdm straordinario convocato dal premier Silvio Berlusconi per cominciare a dar seguito alle misure anti-crisi promesse all'Europa.

Gli operatori sono dunque rimasti alla finestra, come pure la Bce che ieri non sarebbe intervenuta sul secondario acquistando titoli italiani e spagnoli. «Abituati alle montagne russe, la seduta di oggi (ieri per chi legge, ndr) la si può addirittura definire tranquilla, anche se si respirava ovunque tensione – ha spiegato un dealer –. Gli investitori sono in attesa di sviluppi da parte delle autorità finanziarie». I fari dei mercati restano infatti puntati sulla crisi greca, dopo l'annuncio choc del referendum di Atene sul piano di salvataggio europeo, e sul G20 di Cannes dal quale si attendono alcune risposte. Con l'Italia che resta il sorvegliato speciale dopo Atene e gli operatori che hanno seguito con apprensione tutte le mosse del Governo Berlusconi impegnato a trovare una difficile quadra.

Ma il panico alimentato dalla notizia bomba arrivata dalla Grecia continua a serpeggiare e ha accelerato ieri le vendite sui titoli ellenici sospingendo il rendimento del biennale al record storico del 96,70% (quasi dieci punti sopra il livello registrato martedì in chiusura), mentre lo spread tra i Bond ellenici a dieci anni e l'equivalente Bund tedesco è schizzato a 2.362 punti portando l'interesse al 25,47 per cento. Segno che il timore dei mercati per un possibile default della Grecia è sempre più alto nonostante i continui appelli delle autorità europee ad Atene con Germania e Francia che ieri hanno ribadito la necessità di mantenere fede agli accordi presi con l'Eurozona, il Fondo monetario e la Bce. Mentre l'Istituto di finanza internazionale, che raggruppa le principali banche mondiali, si è detto pronto ad andare avanti con il piano di riduzione del debito greco che prevede un haircut del 50% per gli investimenti dei medesimi istituti (contro il precedente 21%) nonostante la decisione di Atene.

L'ombra del referendum e l'ipotesi di uno scenario nefasto con l'uscita della Grecia dall'euro hanno poi fatto tremare nuovamente anche i titoli di stato francesi dopo il record registrato martedì di 125 punti base per il differenziale con i Bund. Così, ieri, i Bond decennali transalpini sono tornati sulle montagne russe e hanno segnato un nuovo picco, poi rientrato, a 128 punti, il massimo dall'introduzione dell'euro. Con il primo ministro francese, Francois Fillon, che ha rivolto un commento molto duro all'indirizzo di Atene. «Ovviamente in una democrazia è sempre legittimo rivolgersi al popolo ma noi stigmatizziamo, e lo voglio dire solennemente, questo annuncio unilaterale. La Grecia deve dire rapidamente e senza ambiguità se vuole restare al suo posto nell'Eurozona».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il management di Mediobanca confeziona una trimestrale con 200 milioni di utile netto, meno di un an...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nessun rilancio sul prezzo, ma un impianto complessivamente più flessibile e con qualche passo avan...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le recenti modifiche apportate alla legge 130/1999 (disposizioni sulle cartolarizzazioni dei crediti...

Oggi sulla stampa