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Lo spread sfiora quota 400

di Marco Valsania

Le piazze finanziarie europee sono tornate a scontare le incognite sul futuro della crisi del debito sovrano e sulla crescita economica.

Lo spread tra BTp e Bund tedeschi si è allargato, riflettendo il rischio-Italia percepito dal mercato obbligazionario: è lievitato a 399 punti base, rispetto ai 393 punti di martedì sera. Non lontano, cioè, dal differenziale massimo fra i titoli di Stato decennali dei due paesi di 406 punti raggiunto il 13 settembre.

La fuga dagli asset considerati meno sicuri ha penalizzato le Borse: lo Stoxx Europe 600 ha battuto in ritirata dell'1,65%, il Dax tedesco del 2,47%, il Cac 40 di Parigi dell'1,62% e lo Ftse 100 britannico dell'1,4 per cento. L'Ftse Mib a Piazza Affari ha perso l'1,65 per cento.

La flessione è stata generalizzata anche a livello settoriale: dalle case automobilistiche – tra le più colpite la francese Psa Peugeot Citroen, la tedesca Volkswagen come l'italiana Fiat, il cui rating è stato declassato da Moody's – alle materie prime e alle banche. Titoli auto e minerari (quali Bhp Billiton e Rio Tinto) hanno sofferto le peggiori performance, vittime di ribassi complessivi superiori al 3 per cento. Fra le banche i ribassi hanno contagiato, oltre agli istituti italiani, i francesi e tedeschi, da Credite Agricole, Société Générale e Bnp Paribas a Deutsche Bank.

A tenere in allarme il mercato ha contribuito una frenata nei negoziati sui nuovi aiuti alla Grecia, epicentro della bufera del debito sovrano: finora non hanno prodotto un accordo, tradendo iniziali ottimismi. Adesso i colloqui faranno tappa a Washigton, durante gli incontri del Fondo Monetario Internazionale e del G-20, e si trasferiranno nuovamente ad Atene la prossima settimana. L'obiettivo è un'intesa su riforme e austerità, tra il governo greco e i rappresentanti della cosiddetta troika (Fondo Monetario Internazionale, Banca centrale europea e l'Unione Europea) che sblocchi una tranche da otto miliardi di euro necessaria a scongiurare un default del paese e nuove gravi ondate di contagio nell'eurozona. Ieri, nell'intento di ottenere il benestare dei creditori internazionali, il governo di Atene ha programmato nuovi tagli tra i dipendenti pubblici e risparmi sulle pensioni.

«I mercati hanno bisogno di maggiori certezze sulla Grecia», ha commentato Justin Harris, di Guardian Stockbrokers. L'Fmi, nel suo Global financial stability report, ha giudicato il sistema finanziario europeo ancora particolarmente vulnerabile al pericolo presentato dalla bufera sul debito sovrano. Le potenziali perdite per le banche del Vecchio continente sono state stimato in almeno 300 miliardi di euro, tali da imporre al più presto ulteriori piani di ricapitalizzazione degli istituti. E ieri è emerso che il nervosismo sulle banche ha spinto i LLoyd's of London a ritirare depositi da alcuni paesi della periferia europea.

«C'è ancora nervosismo sul mercato, la strada per risolvere sia la crisi del debito che la debolezza dell'economia rimane lunga», ha dichiarato Heinz-Gerd Sonnenschein di Deutsche Postbank. Segnali di preoccupazione, sul fronte economico, sono giunti dalla Bank of England. Negli Stati Uniti, a piazze europee già chiuse, la Federal Reserve ha annunciato nuovi e attesi stimoli all'espansione, sotto forma di una modifica delsuo portafoglio titoli a favore di bond a lunga scadenza. Ma la prospettiva di ulteriori interventi, forse già in ottobre, è trapelata anche dai verbali dell'ultimo vertice della Banca centrale britannica. Tra gli investitori, però, non mancano i dubbi sull'efficacia delle nuove manovre.

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