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Lo spread risale e riavvicina Madrid

Non poteva partire peggio l’ultima settimana del mese che sconta i timori del riaffiorare dell’instabilità politica alla vigilia di un calendario pesante di aste. La festività britannica ieri ha certamente sottratto liquidità agli scambi, ma a pesare sui BTp è stata la pressione dei collocamenti del Tesoro di fine mese, fino a un massimo di 19,5 miliardi.
Spagna sempre più vicina
L’allargamento dello spread tra Btp e Bund che ha chiuso a 248 centesimi, è volato fino a 251 punti base dopo avere aperto la seduta a 239. Una fiammata dovuta anche al calo del rendimento del Bund tedesco che orbita attorno all’1,90%, tornato nel mirino degli investitori dopo i dati americani sugli ordinativi di beni durevoli peggiori delle aspettative: a luglio il calo del 7,3% è stato superiore alle attese di un più limitato declino del 4% e dopo un rialzo del 3,9% registrato in giugno. Un segnale che dopo il summit di Jackson Hole rende più probabile un ritardo nell’attuazione del tapering da parte della Federal Reserve.
Recupera terreno la Spagna con lo spread tra BTp e Bonos spagnoli sceso a sette centesimi dai 12 di venerdì. Madrid che oggi offre 3-4 miliardi di titoli a breve e ha il proprio premier Mariano Rajoy in difficoltà per guai giudiziari, si porta così ad un soffio dall’Italia, toccando i minimi dall’aprile del 2012 dopo aver superato proprio in quel mese i 50 punti base mentre l’Italia recuperava credibilità.
Aste per 19,5 miliardi
Questa mattina è atteso il primo appuntamento con le aste del Tesoro di CTz e BTp indicizzati all’inflazione dell’area euro fino a 5 miliardi di euro: ai risparmiatori saranno offerti CTz tra 2 e 3 miliardi e BTp quinquennali e BTp a 15 anni entrambi per un ammontare compreso tra 500 milioni e un miliardo. Domani, invece, è il turno dei BoT a sei mesi per 8,5 miliardi mentre il Tesoro ha annunciato l’ammontare dei BTp a 5 e 10 anni in asta giovedì per un massimo di sei miliardi: tra 2,5 e 3,5 miliardi la scadenza a 5 anni e tra 1,75 e 2,5 miliardi quella a 10 anni. Collocamenti che arrivano in giornate di tensione tenendo conto che entro l’anno restano da rinnovare oltre 122 miliardi di euro di titoli di Stato in scadenza, con 74,5 miliardi di BoT, 37,8 miliardi di BTp e 10,6 miliardi di CTz. Il BTp a 10 anni è salito di 6 cents al 4,37%, restando al di sotto del 4,41% toccato lo scorso 22 agosto. Ieri è stato il turno della Germania che ha collocato titoli a 12 mesi (Bubills) con rendimenti in rialzo allo 0,097%, rispetto allo 0,0513% della precedente asta. Il rapporto di copertura è stato di 1,9 volte.
Il tema dell’instabilità sembra essere tornato di prepotenza sui mercati. Secondo David Keeble, responsabile della strategia del reddito fisso di Credit Agricole Investment Bank della sede di New York, citato da Bloomberg, «il timore di un ritorno di Berlusconi sta agitando il mercato dei bond», e «c’è il dubbio assillante che presto arrivi qualche notizia preoccupante». In questo scenario non si esclude che gli investitori esteri risentano dell’instabilità politica italiana e preferiscano rivolgere l’attenzione su altri titoli in una settimana affollata di collocamenti tra cui quelle Usa per 75 miliardi di dollari di titoli a 3 e 6 mesi.
Il dollaro accentua il calo
Proprio negli Usa la pubblicazione del dato sui beni durevoli, peggiore delle attese, ha spinto il dollaro contro l’euro ad ampliare il calo a 1,3381 da 1,3387. Un fattore che penalizza la valuta statunitense è l’incertezza relativa ai tempi del ritiro delle misure di stimolo monetario dal parte della Fed, e i dati macro negativi che potrebbero allontanare questo momento. Un trend iniziato venerdì quando il dollaro aveva iniziato a indebolirsi, fiaccato dalle statistiche sul settore immobiliare che hanno mostrato come il comparto Usa sia ancora in difficoltà, contrariamente alle aspettative.

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