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Lo spesometro non fa sconti

Gli enti non commerciali sono tenuti a comunicare nello “spesometro” le fatture d’acquisto inerenti l’attività commerciale esercitata, anche se si avvalgono di regimi fiscali che non contemplano l’obbligo di registrazione dei documenti, quale quello previsto della legge n. 398/91. Sono comunque oggettivamente escluse dallo “spesometro” le spese relative alle utenze di elettricità, gas, acqua e telefono, le cui informazioni sono comunicate all’anagrafe tributaria ai sensi dell’art. 7 del dpr n. 605/73. Lo ha chiarito l’agenzia delle entrate con due risposte a quesiti pubblicate ieri sul proprio sito internet.

Enti in regime speciale ex l. n. 398/91. All’agenzia era stato chiesto se gli enti che si avvalgono del regime agevolato di cui alla legge n. 398/91 devono comunicare, oltre alle operazioni attive, anche le fatture passive per le quali il regime speciale non prevede l’obbligo di registrazione. Affermativa la risposta dell’agenzia, che sottolinea come l’obbligo di comunicazione istituito dall’art. 21 del dl n. 78/2010 sia stabilito con riguardo alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi rese e ricevute, e non agli obblighi di registrazione. Peraltro, nella risposta si osserva che il provvedimento del direttore dell’agenzia del 2 agosto 2013, con il quale è stato approvato il modello “polivalente”, ai punti 6.3 e 7.2 indica i criteri per l’individuazione del periodo di riferimento della comunicazione proprio con specifico riguardo alle operazioni per le quali non sussistono obblighi di registrazione.

Acquisti ad uso promiscuo. Il secondo quesito mirava a conoscere le informazioni che devono essere comunicate dagli enti non commerciali per quanto riguarda le fatture passive ricevute in relazione ad acquisti riferibili sia all’attività commerciale che a quella istituzionale. In tale ipotesi, chiarisce l’agenzia, l’obbligo di comunicazione si intende assolto con l’invio dei soli importi riguardanti gli acquisti destinati alle attività commerciali. Tuttavia, qualora l’ente abbia difficoltà a distinguere tali importi da quelli riguardanti l’attività istituzionale, potrà comunicare l’intero ammontare della fattura. Detto questo, l’agenzia evidenzia comunque che “le spese relative alle utenze (elettricità, gas, acqua, telefono), che per gli enti non commerciali potrebbero rappresentare la più diffusa ipotesi di oneri promiscui, non costituiscono oggetto di comunicazione”, rinviando sul punto a quanto stabilito al paragrafo 4.1 del citato provvedimento direttoriale. E’ questa una puntualizzazione importante, che riveste peraltro portata generale, in quanto vale a dissipare i dubbi, da qualche parte prospettati, in merito all’esclusione oggettiva delle utenze dall’obbligo dello “spesometro”. E’ ora confermato, dunque, che le spese in questione rientrano tra le operazioni oggetto di comunicazione all’anagrafe tributaria ai sensi dell’art. 7 del dpr 605/73 oppure di altre disposizioni di legge che stabiliscono obblighi analoghi, le quali sono oggettivamente escluse dallo “spesometro” ai sensi del paragrafo 4.1 del provvedimento del 2 agosto 2013.

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