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Lo spesometro imbarca le carte

di Cristina Bartelli  

Lo Spesometro imbarca bancomat e carte di credito. Cacciato dalla porta, l'obbligo per gli operatori finanziari di comunicare all'Agenzia delle entrate le spese sull'estratto conto superiori ai 3.600, effettuate con i pos, rientra dalla finestra della manovra correttiva. E con una sorpresa. Le regole di comunicazione dello spesometro sono entrate in vigore venerdì primo luglio e la norma per gli operatori finanziari, inserita nel dl della manovra non contiene nessuna decorrenza particolare; ciò vuol dire che una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale il provvedimento le banche e gli intermediari dovrebbero essere già pronti ad adempiere all'obbligo o quanto meno sapere di dover conservare il dato. La norma infatti stabilisce che con un provvedimento dell'Agenzia delle entrate saranno comunicate le modalità e i termini dell'invio. Con il dl sviluppo invece era stato previsto una sorta di esonero da parte dell'amministrazione finanziaria, anticipato dallo stesso direttore, Attilio Befera nell'ottica di non gravare sugli adempimenti dei commercianti. Ma il nodo carte di credito è rimasto perché se è vero che nel cervellone dell'Agenzia delle entrate gli intermediari finanziari comunicano periodicamente i flussi dei rapporti finanziari, è anche vero che per accedere ai dati è necessario supportare la richiesta dalle indagini finanziarie. Ecco dunque che la manovra ha ricompreso l'adempimento e con valenza retroattiva. è stato infatti aggiunto, all'esonero previsto nel dl 78, il comma 1-bis con cui si prevede che gli operatori finanziari soggetti all'obbligo di comunicazione (articolo 7, sesto comma dpr 605/73) che emettono carte di credito, debito o prepagate comunicano all'agenzia delle entrate le operazioni relative allo spesometro quando il pagamento dei corrispettivi sia avvenuto mediante questi strumenti, secondo le modalità e i termini stabiliti con il provvedimento dell'Agenzia delle entrate.

L'obbligo, da parte degli esercenti, di tracciare le voci di spesa effettuate con contanti e con carte elettroniche, carte di credito, bancomat, carte prepagate, introdotto dall'articolo 21 del dl 78/2010 è stato indigesto da subito per i commercianti.

Tanto che con la circolare 24/2011 dall'Agenzia delle entrate hanno espressamente previsto che non vanno comunicate le operazioni effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi Iva se il pagamento è avvenuto con carte di credito, di debito o prepagate (a meno che tali strumenti non siano emessi da operatori finanziari non residenti e senza stabile organizzazione in Italia; in tali casi, l'obbligo di comunicazione sussiste). L'esonero rientrava comunque nella previsione del dl sviluppo, in corso di conversione e all'esame del senato. Nel testo, infatti, è stata introdotta una modifica che prevede: «al fine di semplificare gli adempimenti dei contribuenti, l'obbligo di comunicazione delle operazioni di cui al comma 1, effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, è escluso qualora il pagamento dei corrispettivi avvenga mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziaria soggetti all'obbligo di comunicazione previsto dall'articolo 7 sesto comma, dpr 605/73».
 

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