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Lo spesometro dà un mese in più

di Roberto Rosati 

Un mese di tempo in più per inviare la comunicazione delle operazioni Iva del 2010 di importo non inferiore a 25.000 euro: la trasmissione telematica dovrà essere effettuata entro il 31 gennaio 2012, e non più entro il 2 gennaio.

Lo «spesometro» non sarà, dunque, l'incubo fiscale di Capodanno.

Il provvedimento che proroga il termine è stato firmato ieri, 21 dicembre 2011, dal direttore dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera.

Una decisione, quella dell'Agenzia, che sarà certamente apprezzata dagli operatori, che negli ultimi giorni, attraverso le associazioni professionali, avevano intensificato il pressing per lo spostamento di una scadenza davvero poco felice.

Così è arrivato l'auspicato slittamento del termine per il debutto dell'adempimento istituito dall'art. 21 del dl n. 78/2010, che, va ricordato, il provvedimento del 22 dicembre 2010 fissava originariamente al 31 ottobre 2011, scadenza poi prorogata al 31 dicembre 2011 (e dunque, cadendo tale data di sabato, al 2 gennaio 2012, primo giorno lavorativo successivo). L'ultima proroga, spiega il provvedimento di ieri, è stata accordata «al fine di consentire i necessari adeguamenti di tipo tecnologico e di superare le difficoltà operative rappresentate dai soggetti titolari di partita Iva».

In effetti, vi erano esigenze oggettive, determinate dalla travagliata messa a punto di tutto l'occorrente. A cominciare dal tracciato della comunicazione telematica, in gergo le cosiddette «specifiche tecniche» che stabiliscono nei dettagli quali sono le informazioni da comunicare all'Agenzia delle entrate, che sono state ridefinite, da ultimo, con il provvedimento del 16 settembre 2011. Da lì a un mese, dopo gli incontri con le associazioni di categoria, l'Agenzia ha poi diffuso un documento, datato 21 ottobre 2011, che raccoglie molte risposte ad altrettanti dubbi degli operatori.

Un ulteriore, importante, tassello al quadro normativo è stato aggiunto con il provvedimento del 21 novembre 2011, con il quale sono state esonerate dallo «spesometro» le operazioni dei soggetti che svolgono attività di locazione e/o noleggio di autovetture, caravan, altri veicoli, unità da diporto e aeromobili, in quanto obbligati, come le società che esercitano attività di leasing, alla specifica comunicazione di cui al provvedimento del 5 agosto 2011.

Il 7 dicembre, infine, è stato reso disponibile il software l'effettuazione del controllo obbligatorio, necessario per verificare la conformità del file della comunicazione alle specifiche tecniche.

La posticipazione della scadenza alla fine di gennaio 2012, dunque, al di là del differimento del problematico termine del 31 dicembre, era giustificata anche dalle ragioni riconosciute nello stesso provvedimento dell'Agenzia. A questo punto, recuperata una po' di serenità, l'obbligo della comunicazione potrà essere adempiuto con una migliore cognizione di causa, soprattutto se il lasso di tempo guadagnato permetterà di sciogliere le molte incertezze interpretative che tuttora persistono e stanno alimentando, tra gli operatori e i professionisti, confronti delle rispettive posizioni, anche in funzione di realizzare l'omogeneità di comportamento tra fornitore e cliente.

In cima ai dubbi, la questione della determinazione della soglia di rilevanza, che per l'anno 2010 è di 25.000 euro al netto dell'Iva (mentre a regime è di 3.000 euro, elevati a 3.600 lordi in assenza di fattura).

In particolare, continua lo stato confusionale in merito all'individuazione dei «contratti collegati», che secondo il provvedimento del 22 dicembre 2010, ai fini della verifica del limite monetario, devono essere considerati unitariamente, sommando cioè l'ammontare dei corrispettivi di ciascuno di essi. Il problema è che il concetto di collegamento, nonostante la circolare n. 24/2010, non è affatto chiaro, per cui sarebbero necessarie ulteriori precisazioni, oltre a quella, importante, già contenuta nel documento del 21 ottobre 2011 in relazione all'autonoma valutazione del contratto stipulato fra il consorzio e il committente, rispetto ai contratti sottostanti stipulati tra le varie imprese consorziate e il consorzio.

Appare incerta, inoltre, la valutazione dei rapporti contrattuali di carattere continuato nei quali, tuttavia, non vi siano né vincoli esecutivi predeterminati né corrispettivi periodici, per esempio, l'effettuazione di lavorazioni, oppure gli stessi rapporti di intermediazione; la tendenza, al riguardo, è di considerare comunque unitariamente le operazioni che ne discendono, facendo quindi riferimento all'importo complessivo dell'anno solare. Ma occorrerebbe conferma. Altra incertezza riguarda le operazioni soggette al regime del margine globale, alle quali mal si adatta la precisazione, contenuta nella circolare n. 24/2011, secondo cui l'importo da comunicare è rappresentato solo dal margine che costituisce la base imponibile. Sotto il profilo pratico, inoltre, vi sono dubbi in relazione alla comunicazione delle operazioni esenti effettuate in regime di dispensa dagli adempimenti ai sensi dell'art. 36-bis, dpr 633/72, data l'assenza di documentazione ai fini Iva, come pure delle operazioni inerenti la raccolta delle giocate degli apparecchi automatici soggetti al prelievo unico erariale.

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