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Lo spesometro cambia nel 2013

di Franco Ricca 

Le modifiche che il dl 16/2012 ha apportato allo «spesometro» riguardano le operazioni effettuate dal 1° gennaio 2012, per cui le operazioni del 2011 dovranno essere comunicate entro il prossimo 30 aprile secondo la precedente disciplina. Lo ha chiarito il sottosegretario all'economia, Vieri Ceriani, rispondendo ieri al question time n. 5-6504 in commissione finanze della camera. Il governo ha così ufficializzato l'interpretazione sulla decorrenza delle nuove disposizioni già adottata dall'agenzia delle entrate nelle schede informative sull'adempimento pubblicate sul sito internet (si veda ItaliaOggi del 3 marzo scorso). È confermato, dunque, che la riconfigurazione dell'adempimento in «elenco clienti e fornitori» per le operazioni soggette a fatturazione debutterà l'anno prossimo. Il sottosegretario ha precisato infatti che il decreto 16/2012 «produce effetti con riferimento alle comunicazioni relative alle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2012 da trasmettere entro il 30 aprile 2013», secondo modalità e specifiche tecniche che saranno stabilite con apposito provvedimento dell'Agenzia. In questa ottica, Vieri Ceriani ha aggiunto che l'Agenzia ha allestito sul proprio sito internet due distinte sezioni informative, riguardanti una le operazioni effettuate fino al 31 dicembre 2011, l'altra quelle effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2012.

Iva sulle navi commerciali. Sempre ieri, il governo ha risposto anche ad un'interrogazione (n. 5-6502) diretta a chiarire la portata delle modifiche che la legge n. 217/2011 ha introdotto al regime Iva delle operazioni del settore navale con effetto dal 17 gennaio 2012, tese a limitare, in aderenza alle disposizioni comunitarie, il trattamento di non imponibilità dell'art. 8-bis del dpr 633/72 alle navi commerciali destinate alla navigazione in alto mare. L'interrogante chiedeva se fosse possibile continuare ad applicare il trattamento agevolato alle navi che effettuano navigazione costiera, in particolare prestazioni di trasporto pubblico locale marittimo in acque territoriali, evidenziando l'aggravio che, in caso contrario, si produrrebbe in capo alle compagnie di navigazione che, effettuando trasporti esenti dall'Iva ai sensi dell'art. 10, n. 14, del dpr 633/72, non possono recuperare l'imposta loro addebitata dai fornitori. Al riguardo, riflettendo il parere formulato dall'agenzia delle entrate, la risposta non poteva che confermare che, alla luce dei vincoli comunitari, il regime di non imponibilità è applicabile solamente alle navi destinate ad attività commerciali che siano adibite alla navigazione in alto mare. Conseguentemente, il predetto regime di favore «non sembra applicabile alle navi adibite alla navigazione costiera, né alle forniture e prestazioni ad esse relative» (è il caso, ad esempio, dei traghetti di collegamento con le isole, dei vaporetti nella laguna veneta, della navigazione in acque interne). La stessa risposta ricorda come in relazione alla previgente normativa nazionale, che non richiedeva il requisito della navigazione in alto mare, la commissione europea aveva avviato una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia.

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