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Lo sconto Irap premia i grandi

di Gianni Trovati

La nuova deduzione dal l'Ires dell'imposta sulle attività produttive pagata sul costo del lavoro si mette in gara con il vecchio forfait (10%) sugli interessi passivi, e la vince nelle imprese più grandi.
Al crescere dell'azienda, infatti, aumenta il peso del costo del lavoro sulla composizione delle basi imponibili per l'imposta regionale, e di conseguenza si intensifica l'effetto del nuovo sconto. Un'altra variabile da tenere in considerazione è naturalmente quella dell'aliquota regionale: al crescere di quest'ultima, infatti, aumenta lo sconto dall'imposta sulle società.
Tutto nasce dalle due mosse fatte dal decreto «salva-Italia» nei rapporti fra Irap e Ires. Oltre a confermare la deducibilità forfaitaria del 10% introdotta due anni fa nel tentativo di evitare censure europee, la nuova manovra sottrae all'imponibile Ires l'Irap pagata sul costo del lavoro, ovviamente solo nella quota rimasta indeducibile dagli altri interventi: si tratta, comunque, della componente largamente maggioritaria della base di calcolo dell'imposta regionale.
La tabella qui a fianco mostra l'impatto delle due misure sul conto fiscale a carico di quattro imprese-tipo, dalla piccola società alla grande impresa. Nel primo caso, è soprattutto la deduzione a forfait del 10% a far crescere lo sconto Ires, che grazie all'accoppiata di misure arriva ad alleggerire l'imposta sulla società di una somma vicina alla metà di quella pagata alla Regione sotto forma di Irap. Man mano che aumentano le dimensioni dell'impresa, si riduce il rilievo assunto dal taglio del 10% relativo agli interessi passivi, perché la base imponibile complessiva è proporzionalmente più larga, ma cresce l'incidenza del nuovo sconto, quello legato al costo del personale. Su una grande impresa con un costo del lavoro imponibile ai fini Irap da 5,5 milioni di euro, per esempio, l'imposta regionale al lordo dei due benefici raggiunge i 238mila euro (il calcolo prende in considerazione anche le altre componenti della base imponibile), e la nuova deduzione introdotta dal «salva-Italia» oscilla dai quasi 60mila euro dove l'aliquota è al 3,9% agli oltre 75mila quando la richiesta regionale arriva al 4,97 per cento. Insieme alla deduzione forfaitaria, gli sconti arrivano ad alleggerire l'Ires di una somma fino al 38% del versamento Irap.
La struttura dell'agevolazione, come accennato, amplifica gli effetti al crescere dell'aliquota Irap, perché aumenta il versamento per l'imposta regionale che si sconta poi da quella nazionale delle società.
Per questa ragione, i benefici maggiori si concentreranno nelle Regioni dove l'extradeficit dei conti sanitari ha imposto l'applicazione della super-Irap (attualmente presente in Campania, Molise e Calabria); in questo modo, la misura introdotta dalla manovra compensa almeno in parte la sofferenza fiscale subita dalle imprese a causa dei buchi nei conti dei Governatori regionali, che negli ultimi anni ha contribuito ad alimentare ulteriormente il gap occupazionale rispetto alle regioni più ricche.
A livello di comparto, invece, le più interessate dalla novità sono le banche e le imprese assicuratrici, a cui in genere sono riservate le aliquote più alte, mentre l'impatto è minore dalle parti di agricoltura e Terzo settore, per i quali il trattamento del fisco regionale è di norma assai più leggero.
Il doppio sconto Irap-Ires, inoltre, si accompagna alle agevolazioni ad hoc per i dipendenti under 35 o le lavoratrici a prescindere dall'età (la condizione in entrambi i casi è che siano a tempo indeterminato). Dall'anno prossimo la deduzione sale di 6mila euro rispetto ai livelli attuali, arriva a 10.600 euro per le imprese del Nord e si attesta a quota 15.200 euro nel Mezzogiorno.

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