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Lo scioglimento non «salva»

Disapplicazione a ostacoli del regime delle società di comodo per le società in liquidazione con perdite nel triennio 2009-2011. Il provvedimento dell’11 giugno 2012 dell’agenzia delle Entrate consente l’uscita dalla norma per chi si impegna a richiedere la cancellazione entro l’anno successivo, ma non è chiaro se questa disposizione valga già per l’esercizio 2012.
La crisi e le ripetute strette fiscali per le società in rosso spingono molte aziende a deliberare lo scioglimento anticipato procedendo in tempi brevi alla cancellazione dal Registro delle imprese. Per favorire la chiusura delle società non operative o potenzialmente tali, il provvedimento delle Entrate del 14 febbraio 2008 ha previsto una specifica causa di disapplicazione per le imprese in liquidazione che, nella dichiarazione dei redditi, si impegnano (indicando il codice 99 della apposita casella del quadro RF) a richiedere la cancellazione entro il termine per il modello Unico successivo. Pertanto, una società in liquidazione che, per il 2012, non supera il test di operatività (ricavi minimi), può rilasciare l’impegno nel modello Unico 2013, cancellandosi entro il 30 settembre 2014. Così non sarà considerata fiscalmente di comodo per il 2012, il 2013 e l’ultima frazione di esercizio 2014.
Analoga causa di esonero è prevista, per le società che dichiarano perdite fiscali per tre esercizi consecutivi, dal provvedimento delle Entrate dell’11 giugno 2012. Possono disapplicare la disciplina delle perdite introdotta dall’articolo 2, comma 36-decies, del Dl 138/2011 le società che, analogamente a quanto indicato per le società non operative, si impegnano alla cancellazione entro il 30 settembre dell’anno successivo. L’esclusione vale per il periodo di imposta in corso alla data di assunzione dell’impegno, per quello precedente e quello successivo. Parrebbe dunque che, come già per le società non operative, anche una società in perdita possa uscire dalla norma per il 2012-2013-2014 (per quest’anno fino alla estinzione) se evidenzierà la scelta di cancellarsi nel modello Unico 2013.
Senonché, il provvedimento dell’11 giugno scorso ha previsto che le situazioni in esso considerate (tra cui l’impegno alla cancellazione di cui stiamo parlando) rilevano se si sono presentate in almeno uno degli esercizi cosiddetti “di osservazione”, cioè nel triennio in cui si effettua il monitoraggio delle perdite. Ciò è confermato dalla circolare 23/E del 2012, che ha sostanzialmente suddiviso in due le cause di uscita: quelle di esclusione indicate nella legge (ad esempio, numero di dipendenti non inferiore a 10) si misurano nell’anno in cui si diventa di comodo (2012); quelle di disapplicazione introdotte dal provvedimento si misurano invece in uno dei tre anni di perdita (2009, 2010 o 2011).
Sulla base di un’interpretazione letterale, per fruire dell’esonero disposto dal provvedimento, le società in liquidazione avrebbero dovuto effettuare l’impegno in uno degli esercizi in esame, quando peraltro la disposizione ancora non esisteva. Così, le società in liquidazione non avrebbero alcuna possibilità di uscire dalla norma per il 2012, se non presentando un interpello. È invece auspicabile che, limitatamente a questa causa di disapplicazione, il periodo rilevante sia l’anno in cui si diventa di comodo (quarto esercizio che segue ad un triennio di perdita), consentendo dunque l’esclusione già con effetto dal 2012 per chi nella prossima dichiarazione (Unico 2013) si impegnerà a cancellarsi entro il 30 settembre 2014.

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