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Lo scambio dati Usa al decollo

Scambio dei dati fiscali con gli Stati Uniti al decollo. Il Fatca arriva in Gazzetta Ufficiale, con decorso immediato a partire da oggi. Per i contribuenti aventi doppia cittadinanza italo-americana l’invio dei dati al Fisco Usa ha i giorni contati. Si attende pertanto il provvedimento con le specifiche tecniche dell’Agenzia delle entrate. A partire dalla pubblicazione di questo, gli istituti finanziari avranno 30 giorni per ottemperare alle richieste del Fisco.

L’iter procedurale del Fatca. Dopo la pubblicazione avvenuta ieri (G.U. n. 155 del 07/07) del Fatca, il Foreign account tax compliance act, l’Italia ha formalmente recepito l’accordo sottoscritto con gli Stati Uniti lo scorso gennaio 2014. Ripercorrendo in breve le fondamentali tappe dell’iter procedurale, a seguito della sottoscrizione dell’accordo tra le due autorità avvenuta il 10 gennaio 2014, dal 1° luglio 2014 banche e istituti di gestione del risparmio hanno iniziato a schedare i propri clienti passibili di verifica (tramite modulo W9). Nonostante l’azione immediata richiesta dall’America, l’Italia era carente di una legge di recepimento specifica dell’accordo intergovernativo (arrivata solo in data 3 giugno 2015 tramite approvazione definitiva del ddl di ratifica) e di una procedura esplicita che guidasse le banche nella raccolta dei dati e nel relativo invio.

Cosa prevede il Fatca. Il Fatca prevede infatti che gli istituti di credito, di gestione dei risparmi e di assicurazione, aventi clienti con doppia cittadinanza italo americana, trasmettano all’Irs (le Entrate Usa, decise a contrastare l’evasione offshore) i dati personali e le attività in essere dei contribuenti «italianizzati», così da impedire che gli stessi possano sottrarsi all’eventuale pagamento di imposte dovute agli Stati Uniti. Questi ultimi, si ricorda, considerano cittadini statunitensi non solo coloro che risiedono fiscalmente negli Usa, ma anche i natii poi trasferitisi (anche in giovane età e mai più ritornati), nonché i detentori di permesso Green card. Tali soggetti, secondo l’Irs, potrebbero evadere quelle poste che (difficilmente) godono in Italia di tassazione inferiore rispetto a quella a americana o di completa detassazione.

L’invio dei dati. Sebbene il primo invio dei dati relativi alla clientela fosse previsto in data 30 aprile 2015 (scadenza fissa in cui ogni anno gli istituti finanziari dovranno ottemperare agli obblighi col fisco straniero), tale procedura non è stata rispettata, a causa di un vuoto tecnico che non ha permesso di conoscere con certezza né i modi né i contenuti in cui doveva essere effettuata la comunicazione. Il termine, per il solo 2015, è stato dunque posticipato al 30 settembre.

Procedura tecnica provvisoria. L’Agenzia delle entrate ha cercato di colmare tale vuoto normativo, emettendo due schede tecniche provvisorie di compilazione (la seconda delle quali successiva ad una consultazione avvenuta proprio con gli organi bancari), precisando i contenuti e il canale da preferire per l’inoltro dei dati. L’invio avverrà tramite piattaforma Sid, già utilizzata come archivio dei rapporti finanziari, con il tracciato «Fatca Xml», conforme alle specifiche tecniche richieste dal Fisco americano.

I dati. Tra i dati da comunicare compaiono: nome, indirizzo e numero di identificazione fiscale della Us person titolare dell’attività, numero del rapporto e l’ammontare del saldo o il valore dei conti correnti o degli investimenti finanziari complessivamente detenuti dal contribuente alla fine dell’anno solare. Inoltre, le Entrare richiedono l’esplicitazione del codice fiscale dell’intestatario, nonché una valorizzazione dei derivati secondo il valore di mercato (e non seguendo il criterio del valore nominale) e la valutazione delle attività in euro/dollari da effettuarsi al cambio ufficiale di fine anno. Carte prepagate e carte con Iban saranno invece contabilizzati con le regole dei conti correnti, mentre dovranno esser rese note vicende straordinarie relative alla società dell’intestatario, tra cui fusioni e liquidazioni. A seguito della conclusione dell’iter legislativo italiano si attende la pubblicazione del provvedimento definitivo da parte del Direttore delle Entrate, con i dati che dovranno esser inviati dagli intermediari finanziari all’Agenzia entro 30 giorni. Obbligati a ottemperare all’obbligo di invio informativo saranno: banche, poste, Sim, Sgr, assicurazioni, società finanziarie, fiduciarie, Oicr e fondi pensione residenti in Italia. Per il momento non sono ancora state prese in considerazione le critiche avanzate dalla commissione delle Finanze del Senato, che ha più volte precisato come l’accordo risulti ad oggi ancora fortemente sbilanciato a favore degli Stati Uniti, i quali ricevono più informazioni di quante ne diano (in un rapporto bilaterale ma non reciproco). Tale tematica sarà oggetto dell’ Atto comunitario sottoposto a parere sussidiarietà (n. Com (2015) 135 definitivo), presente tra le attività non legislative del Senato.

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