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L’Ivie senza acconti. Ma a rate

L’Ivie, Imposta sui valori e gli immobili esteri, segue il calendario di Unico. Non sono previsti acconti mentre è consentito rateizzare l’imposta. Le indicazioni arrivano dal provvedimento dell’Agenzia delle entrate di ieri che detta le modalità di versamento, oltre che per l’Ivie anche per l’imposta di bollo speciale annuale sulle attività oggetto di emersione e per l’imposta straordinaria sui prelievi delle attività oggetto di emersione, provvedimento che sostituisce il precedente del 14 febbraio 2012. Sull’imposta per le case degli italiani acquistate all’estero il provvedimento diffuso ieri sera specifica, dunque che l’imposta deve essere versata entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi. Sono soggetti all’imposta anche gli immobili che sono stati oggetto di operazioni di emersione mediante la procedura della regolarizzazione nonché mediante quella del rimpatrio giuridico. Per gli immobili nella Ue si prenderà a riferimento il valore catastale. Possono dormire sonni tranquilli i contribuenti che hanno affidato la gestione dei beni alle società fiduciarie. Nel caso di immobili per i quali sia stato stipulato un contratto di amministrazione con una società fiduciaria, infatti, secondo le Entrate, quest’ultima provvede ad applicare e a versare l’imposta dovuta dal contribuente, previa fornitura della provvista da parte dello stesso, entro il suddetto termine. Qualora il contribuente non fornisca la provvista, la società fiduciaria deve comunicare i dati dello stesso all’Amministrazione finanziaria nel modello di dichiarazione dei sostituti d’imposta e degli intermediari, modello 770 ordinario, a decorrere da quello relativo al periodo d’imposta 2012 (mod. 770/2013). Il provvedimento fornisce poi l’elenco di quelle attività che devono essere ricomprese come attività finanziarie detenute all’estero: partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti residenti o non residenti, obbligazioni italiane o estere e titoli similari, titoli pubblici italiani e titoli equiparati emessi in Italia o all’estero, titoli non rappresentativi di merce e certificati di massa (comprese le quote di Oicr), valute estere, depositi e conti correnti costituiti, all’estero indipendentemente dalle modalità di alimentazione (ad esempio, accrediti di stipendi, di pensione o di compensi); contratti di natura finanziaria stipulati con controparti non residenti, tra cui, finanziamenti, riporti, pronti contro termine e prestito titoli, nonché polizze di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione stipulate con compagnie di assicurazione estere; contratti derivati e altri rapporti finanziari stipulati al di fuori del territorio dello Stato; metalli preziosi allo stato grezzo o monetato; diritti all’acquisto o alla sottoscrizione di azioni o strumenti finanziari assimilati; ogni altra attività da cui possono derivare redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera. L’imposta non è dovuta con riferimento alle polizze emesse da imprese di assicurazione estere operanti in Italia in regime di libertà di prestazione di servizi e stipulate da soggetti residenti in Italia, a condizione che dette imprese applichino l’imposta di bollo.

Imposta di bollo speciale annuale sulle attività oggetto di emersione. Le attività finanziarie rimpatriate e segretate sono soggette, a decorrere dal periodo d’imposta 2011, a un’imposta di bollo speciale annuale pari a: 10 per mille per il 2011; 13,5 per mille per il 2012; 4 per mille per gli anni successivi. L’imposta è calcolata con riferimento al valore delle attività ancora segretate al 31 dicembre dell’anno precedente. Per il versamento relativo al periodo d’imposta 2011, il valore delle attività segretate è quello al 6 dicembre 2011.

Imposta straordinaria sui prelievi delle attività oggetto di emersione. Per le attività finanziarie oggetto di emersione che, nel periodo fra il 1° gennaio e il 6 dicembre 2011, sono state in tutto o in parte prelevate dal rapporto di deposito, amministrazione o gestione acceso per effetto della procedura di emersione ovvero comunque dismesse, è dovuta, per il solo anno 2012, un’imposta straordinaria pari al 10 per mille.

Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero. Anche in tal caso sono soggette all’imposta anche le attività finanziarie che sono state oggetto di operazioni di emersione mediante la procedura della regolarizzazione. Non si considerano, invece, detenute all’estero le attività finanziarie rimpatriate (sia fisicamente che giuridicamente). L’imposta è rapportata ai giorni di detenzione ed è ripartita in base alla percentuale di possesso in caso di attività finanziarie cointestate. Il valore delle attività finanziarie è costituito dal valore di mercato, rilevato al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui esse sono detenute. L’imposta è dovuta nella misura del: 1 per mille per il 2011 e il 2012; 1,5 per mille per gli anni successivi.

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