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L’Iva passa al setaccio i beni omaggio

La modifica in arrivo con l’attuazione della delega fiscale (legge 23/2014) sull’unificazione della soglia di detraibilità Iva a quella di deducibilità Irpef/Ires (si veda il focus a lato) ripropone la questione del trattamento degli omaggi in natura per quanto riguarda l’imposta sul valore aggiunto. Un trattamento differenziato a seconda che il bene rientri o meno nell’attività propria del soggetto passivo. Ma non basta, perché conta anche il costo unitario e la destinazione dell’omaggio: nazionale, comunitaria o extracomunitaria.
L’individuazione
La prima difficoltà è rappresentata dalla corretta individuazione dell’operazione. Non tutte le cessioni effettuate a titolo gratuito, infatti, sono inquadrabili come omaggi in senso proprio. Non lo sono, per esempio, i campioni gratuiti di modico valore appositamente contrassegnati, la cui cessione – nel rispetto delle condizioni indicate dalle Entrate (risoluzione 83/E/2003 e i richiami contenuti) – configura un’operazione fuori campo Iva, ex articolo 2, comma 3, lettera d), Dpr 633/1972. Tuttavia, quest’ultima non preclude il diritto alla detrazione (articolo 19, comma 3, lettera c, stesso decreto).
Un altro esempio è quello dei beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono in conformità alle originarie pattuizioni contrattuali (tre per due e simili), il cui valore normale è escluso dalla base imponibile, sempre che non si tratti di beni soggetti ad aliquota Iva più elevata di quella dei beni ceduti contro corrispettivo (articolo 15, comma 1, n. 2, del Dpr 633/1972).
Esclusa l’applicabilità della disciplina prevista per situazioni diverse, le regole per i “veri” omaggi impongono di distinguere, innanzitutto, gli omaggi di beni di propria produzione/commercializzazione (rientranti nell’attività propria dell’impresa), che non sono considerate spese di rappresentanza (circolare 188/E/1998) e per le quali non opera, quindi, l’indetraibilità oggettiva dell’articolo 19-bis1, lettera h), Dpr 633/1972.
Per tali beni è ammessa la detrazione “a monte” e pertanto la loro cessione gratuita (a valle) è soggetta a imposta (la base imponibile è determinata in base all’articolo 13, comma 2, lettera c), indipendentemente dal costo d’acquisto: inferiore, pari o superiore a 25,82 euro.
La «rotta»
Naturalmente, l’effettiva imponibilità dipende dalla destinazione del bene. Quando l’omaggio è destinato al consumo in Italia o in altro Paese Ue (in tal caso non si realizza una cessione intraUe non imponibile, in assenza dell’onerosità), la cessione sconta regolarmente l’Iva. L’imposta può essere addebitata in via di rivalsa al beneficiario o, più frequentemente, resta a carico del cedente, il quale può assolverla anche con autofattura singola o globale mensile, oppure mediante annotazione su apposito registro degli omaggi (si ritiene che tali particolari modalità valgano anche per gli omaggi destinati a soggetti comunitari).
È invece non imponibile l’omaggio destinato all’esportazione, da documentare con regolare fattura a corredo della pratica doganale. L’articolo 8 del Dpr 633/1972, in effetti, richiede soltanto che il bene sia esportato (fuori Ue) e che ne sia trasferita la proprietà, ma non che la cessione avvenga a titolo oneroso. Sono quindi non imponibili anche le cessioni gratuite dei beni oggetto di produzione/commercializzazione. Di esse, tuttavia, proprio perché a titolo gratuito, non si deve tener conto ai fini del plafond degli esportatori abituali (nota ministeriale 10367/1998).
Gli omaggi di beni che non rientrano nell’attività propria del l’impresa, invece, sono sempre fuori campo Iva, indipendentemente dal costo d’acquisto e dalla destinazione. In deroga al principio di simmetria (imposizione/detrazione) tuttavia, è ammessa la detrazione per quelli di costo unitario pari o inferiore a 25,82 euro (limite destinato a essere elevato a 50 euro).
Essendo esclusi dal campo applicativo dell’imposta, gli omaggi di tali beni non vanno necessariamente fatturati. In assenza di fattura, si potrà ricorrere al Ddt (documento di trasporto) e alla «lista valorizzata» per gli omaggi destinati all’esportazione (circolare 156/E/1999).

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