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L’Iva cerca la semplificazione

di Antonio Criscione

Entro la fine di quest'anno una comunicazione della commissione Ue per la futura strategia Iva e a partire dall'anno prossimo una serie di modifiche legislative e di soluzioni trovate nel confronto tra amministrazioni e operatori per superare i molti punti inutili dell'attuale sistema dell'imposta sul valore aggiunto. Perché l'imposta, ingessata a quarant'anni dalla sua istituzione nei meccanismi decisionali (o non decisionali) dell'Unione europea, per le aziende europee è uno degli intralci più pesanti per una proiezione delle proprie attività nel mercato comune. E non tanto per il carico fiscale che comporta, quanto per la complessità degli adempimenti di un sistema rimasto immutato nel tempo e ormai in gran parte irrazionale e caotico.

È questa la consapevolezza che sta alla base del Green paper sull'Iva, il documento base della consultazione pubblica avviata dalla Commissione Ue e che si concluderà alla fine di maggio 2011. Un appuntamento la cui importanza è stata sottolineata ieri al convegno della PricewaterhouseCoopers, presso la sede milanese, dedicato appunto al «Regolamento 282/2011 e Libro Verde sull'Iva». Proprio la PwC ha predisposto uno studio sulla fattibilità di metodi alternativi per incrementare e semplificare la riscossione dell'Iva, che è allegato al Green Paper, e che ieri è stato illustrato da Ine Lejeune, Pwc Global Leader Indirect Taxes.

La sfida sottesa al Green paper è che si possa ottenere contemporaneamente una maggiore semplificazione per le imprese con una maggiore tutela degli interessi all'integrità delle entrate tributarie da parte delle amministrazioni nazionali. Del resto margini di miglioramento dell'Iva ci sono visto che il 12% dell'Iva rimane non riscosso. Secondo Donato Raponi, capo della Uni Vat della Commissione Ue: «Occorre lavorare a un sistema win-win, che sia cioè a somma positiva per tutti i soggetti coinvolti. Anche perché la prospettiva dei governi è anche quella di attrarre investimenti e favorire l'occupazione, non solo le entrate fiscali». E quindi c'è la necessità di un'imposta equa ed efficiente, proprio perché l'Iva costituisce per molte imprese un ostacolo ad agire in ambito europeo, proprio mentre in alcune parti del mondo vengono sperimentate soluzioni più innovative.

Dopo la conclusione della consultazione (aperta dal 1° dicembre scorso) la commissione, a fine di quest'anno, presenterà l'elenco delle priorità per un nuovo sistema Iva e a partire dal 2012 una serie di proposte legislative con interventi mirati su singole questioni. «A parte l'intervento legislativo – spiega Raponi – è molto importante l'azione che stiamo conducendo di un confronto diretto delle amministrazioni finanziarie con le imprese per la riduzione degli adempimenti dovuti all'Iva».

«Sulla semplificazione della compliance non ci sarà una proposta di direttiva – afferma Raponi – ma sarà proprio questo confronto tra i diversi soggetti che può portare a dei risultati». Una proposta di direttiva agli inizi del 2012 potrebbe arrivare invece sulla questione delle imprese che operano a livello comunitario, i cui scambi sono spesso scambi "infragruppo" e la cui regolamentazione potrebbe portare a una semplificazione del sistema.

Tra le novità in arrivo per l'Italia, a partire dal 2012, ci sarà anche quella del passaggio in chiaro per gli operatori nazionali di tutte le informazioni contenute nella schermata Vies, come attualmente avviene già in alcuni paesi (come per esempio il Belgio). In quel modo sarà possibile accedere a una serie di informazioni sull'interlocutore che attualmente non sono disponibili per gli operatori italiani.

 

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