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L’Iva ancora a picco nel 2013

Iva a picco nel primo trimestre 2013. Le entrate derivanti dall’Imposta sul valore aggiunto registrano infatti una diminuzione del 8,6% rispetto al primo trimestre 2012. Stessa sorte anche per le entrate derivanti da attività di accertamento e controllo, che diminuisco del 2%. Gli introiti derivanti dall’Iva sono diminuiti di circa 1,9 miliardi di euro, mentre corrispondente a 32 milioni di euro è la riduzione delle entrate derivanti da attività di accertamento e controllo. Le entrate tributarie erariali del primo trimestre 2013 risultano quindi in calo dello 0,3% rispetto al primo trimestre 2012, ammontando a 87 miliardi di euro. Questi i dati resi noti ieri, dal Ministero dell’economia e delle finanze (Mef), tramite il bollettino avente a oggetto le entrate tributarie relative al primo trimestre 2013. Confermato quindi il peggioramento della situazione rispetto al primo trimestre 2012, in particolare per quel che riguarda gli scambi interni, che segnano un calo del 5%. Peggiorato è anche il dato sui prelievi sulle importazioni, che registrano una diminuzione del 22,9% rispetto all’anno precedente. Salvo invece, il settore del commercio al dettaglio che segna un aumento del 2,1% rispetto allo stesso periodo nel 2012. Miglioramento, secondo il bollettino del Mef, dovuto a una maggiore emissione di scontrini fiscali. In calo anche il gettito dell’imposta di fabbricazione sugli oli minerali, con una diminuzione del 4,7%, così come le entrate derivanti dai giochi, che crollano dell’8,7%, incassando quindi 300 milioni di euro in meno rispetto al 2012. Infine, in diminuzione anche gli introiti tributari derivanti dall’attività di accertamento e controllo, che nel primo trimestre 2013 ammontano a 1,554 milioni di euro, segnando una diminuzione del 2% rispetto allo stesso trimestre del 2012. Da notare inoltre, che nei primi mesi del 2013, hanno continuato ad affluire versamenti ritardati relativi all’Imposta municipale unica, pari a 75 milioni di euro. In aumento del 5,9% invece, il gettito derivante dalle imposte dirette, nonostante il primo trimestre 2013, registri la diminuzione del 9,8% dell’imposta sul reddito delle società (Ires). Due i fattori che hanno contribuito a questo dato. Il primo, un aumento di 850 milioni di euro, degli introiti derivanti dall’Imposta sul reddito delle persone fisiche, frutto dell’incremento delle ritenute sui redditi da lavoro dipendente del settore pubblico (4,3%), del settore privato (0,9%) e dei versamenti in autoliquidazione (24%). Il secondo, una impennata del 64,7% registrata dall’Imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi di capitale. In aumento infine anche le entrate tributarie derivanti sia dall’imposta sostitutiva sul risultato delle gestioni individuali di portafoglio, sia quella sul valore dell’attivo dei fondi pensione. Risultato quest’ultimo, frutto dell’aumento dell’aliquota dal 12,5 al 20%, ad opera del dl 138/2011.

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