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L’Iva al 22% pesa sull’acconto

Il versamento dell’acconto Iva entro venerdì 27 dicembre deve fare i conti anche con l’aumento dell’aliquota ordinaria (passata al 22% dal 1º ottobre), che può rendere più pesante l’anticipo da versare. In questo caso è il metodo storico, ossia il calcolo in base alle operazioni dell’ultimo periodo 2012, a ridurre il carico della somma dovuta. Ma vediamo nel dettaglio.
Le imprese fatturano direttamente alla consegna o emettono fattura differita ai sensi dell’articolo 21, comma 4, del Dpr 633/ 1972 (facendola confluire nella liquidazione relativa al mese di consegna), mentre l’incasso è normalmente posticipato spesso anche di mesi (lo stesso accade a chi presta servizi, ma almeno non c’è l’obbligo di fatturare fino a tale data). Ma bisogna considerare che molte aziende, in vista della chiusura dell’esercizio, provano a concordare con i clienti un anticipo delle spedizioni (per rilevare a bilancio i correlati ricavi), mantenendo tuttavia fermi i termini di pagamento. Pertanto, l’effetto collaterale è quello di incrementare l’importo dovuto a titolo d’acconto, subendo anche l’aggravio dovuto all’aumento di un punto percentuale dell’aliquota. Un effetto che può interessare chi determina l’acconto con il metodo previsionale o con l’analitico (detto anche della pre-liquidazione).
Le opzioni disponibili
Esistono infatti tre metodi per determinare l’acconto.
eCon il metodo storico l’importo dovuto è pari all’88% del versamento effettuato (o che doveva essere effettuato) per il mese di dicembre o per l’ultimo trimestre dell’anno 2012.
rCon il metodo previsionale il contribuente ha la possibilità di calcolare l’importo dovuto a titolo d’anticipo, considerando tutte le operazioni dell’ultimo periodo dell’anno, comprese quelle per le quali non è stata ancora emessa o ricevuta la relativa fattura (la misura dell’acconto è, anche in questo caso, l’88 per cento dell’imposta a debito stimata). Trattandosi di una stima e tenuto conto del fatto che la sanzione, in caso d’insufficiente versamento dell’acconto è pari al 30%, il metodo previsionale va gestito con estrema cautela (si veda anche l’articolo a lato).
tIl metodo analitico consente di determinare l’imposta dovuta in base a una liquidazione eseguita con riferimento alla data del 20 dicembre, nella quale devono confluire tutte le operazioni effettuate (ai sensi della normativa Iva) nel «periodo di competenza»: ossia dal 1º al 20 del mese per gli operatori mensili, oppure dal 1º ottobre al 20 dicembre per i trimestrali. In questo caso, però, l’acconto è pari al 100% dell’Iva a debito risultante dalla pre-liquidazione.
Di conseguenza, se l’acconto è dovuto perché il corrispondente periodo del 2012 ha chiuso a debito, a parità di condizioni (fatturato e acquisti) e a differenza di quanto accade abitualmente (al metodo previsionale o analitico di solito si ricorre per ridurre o azzerare la somma da versare), quest’anno potrebbe risultare conveniente ricorrere al metodo storico, calcolando le somme da versare in base al debito dell’ultimo mese/trimestre del l’anno precedente.
La regolarizzazione
Il 27 dicembre, inoltre, è l’ultimo giorno a disposizione dei contribuenti «mensili» per regolarizzare le fatture emesse e i corrispettivi annotati ancora con la vecchia aliquota del 21% a ottobre e novembre. Le violazioni per errori di carattere tecnico che hanno impedito di adeguare i software di fatturazione e i misuratori fiscali possono essere sanate con una variazione in aumento (articolo 26 del Dpr 633/1972) versando la maggiore imposta dovuta e i relativi interessi, ma senza sanzioni entro appunto il 27 dicembre (circolare 32/E/2013 e comunicato delle Entrate del 30 settembre scorso).
La regolarizzazione va eseguita anche da chi è esonerato dal pagamento dell’acconto (perché era in posizione creditoria a dicembre 2012, per esempio): sono due adempimenti autonomi. Chi regolarizza con una fattura integrativa per il differenziale d’imposta o agendo in sede di registrazione (dettaglianti), pertanto, deve effettuare pagamenti distinti. Saranno i codici tributo a segnalare di che tipo di versamento si tratta. Per la regolarizzazione si utilizzano i codici delle liquidazioni di riferimento (circolare 45/E/2011), mentre per l’acconto chi liquida mensilmente utilizza il codice «6013» («6035» è il codice per i trimestrali).

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