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Litigation funding anche in Italia

Uno strumento d’investimento grazie al quale i creditori che si trovano incagliati in procedure concorsuali e fallimentari complesse di lunga durata, con costi iniziali da sostenere non secondari, potranno finalmente coronare le proprie aspettative risarcitorie. Ma non solo: un finanziamento che permette anche al giudice del fallimento di avere a disposizioni risorse per promuovere accertamenti e consulenze necessarie a chiudere la ricostituzione dello stato attivo da proporre in soddisfazione ai creditori. È questo, in sintesi, il tratto caratterizzante del litigation funding, uno strumento nuovo, di matrice anglosassone, che si sta diffondendo anche in Italia. Questi fondi, ma negli Stati Uniti esistono anche alcune società quotate che finanziano queste cause, hanno deciso di puntare nelle procedure fallimentari già pendenti o di futura apertura avanti ai tribunali italiani. Milano, con le sue oltre 5.700 procedure pendenti sulle 80 mila italiane, è un foro di prima importanza. Una delle prime operazioni concluse riguardava il fallimento di una società con cause pendenti per un controvalore di 10 milioni euro. Le azioni revocatorie e quelle di responsabilità contro gli amministratori e i sindaci erano le più significative. Invece di procedere con un litigation funding per le cause in corso, il curatore e i creditori hanno preferito seguire un concordato fallimentare sostenuto da un fondo inglese (con oltre 200 milioni di sterline di capitale), che nel nostro Paese ha indirizzato i propri finanziamenti su dispute commerciali e contrattuali, cause tra azionisti, responsabilità professionale, group e class action. Tra le questioni più frequenti insolvenze, concorrenza e danni antitrust, arbitrati internazionali sui trattati d’investimento. Uno dei settori potenzialmente più interessanti è certamente quello degli arbitrati internazionali. Spesso le imprese si trovano costrette a svolgere consulenze e sostenere costi di giudizi aperti in altri ordinamenti. Il supporto del litigation funding in questo caso è vitale: si finanziano le spese e si pattuisce una percentuale in caso di vittoria. Ma non solo: altro settore che sta crescendo insieme è quello dell’acquisizione di una causa, ovvero il subentro, da parte del fondo, nella posizione giuridica di un soggetto o più soggetti che escono così dal processo, monetizzando la propria aspettativa di vittoria.

Federico Unnia

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