Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Liti tributarie, riforma sprint

La riforma della giustizia tributaria accelera e potrebbe arrivare per decreto-legge. Questa l’ipotesi allo studio del governo, dopo le anticipazioni fornite dal viceministro dell’economia Luigi Casero nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario 2017 (si veda ItaliaOggi di ieri). A cominciare dalla misura più urgente, la creazione di una sezione tributaria-bis per fronteggiare il fiume di ricorsi fiscali in Cassazione. A comporla dovrebbero essere una cinquantina di giudici ausiliari, reclutati tra i magistrati e gli avvocati dello stato in pensione. Anche se le associazioni delle toghe del fisco vanno in pressing affinché nella selezione rientrino i giudici attualmente in servizio, compresi i laici. Sul tavolo dell’esecutivo pure l’estensione della mediazione obbligatoria per i ricorsi fino a 50 mila euro (contro gli attuali 20 mila) e soprattutto la rottamazione delle liti pendenti. Quest’ultima non dovrebbe rientrare nella «manovrina» sui conti pubblici richiesta all’Italia da Bruxelles, in quanto misura una tantum e non strutturale.

Nel provvedimento ad hoc, sempre sotto il profilo ordinamentale, potrebbe invece trovare spazio l’annunciata revisione nella composizione dei collegi di Ctp e Ctr, tramite la previsione di due magistrati di carriera (ordinari, amministrativi e contabili, militari) e di uno non togato. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, nelle ultime ore si sta facendo strada anche la possibilità di stabilire l’obbligatorietà del processo tributario telematico, che sarà esteso a tutta Italia entro fine anno, ma resta ad oggi ancora facoltativo

«Ancora una volta vengono proposti interventi senza conoscere la realtà dei fatti», commenta Ennio Attilio Sepe, presidente dell’Associazione magistrati tributari, «come dimostra l’esperienza attuale i giudici togati sono così oberati di lavoro nel tribunali civili e penali che prevedere un loro maggiore impegno nel contenzioso tributario sarebbe controproducente, intaccando la produttività dell’unica giurisdizione che nei gradi di merito rispetta il canone della ragionevole durata dei processi». Una soluzione più efficace, secondo l’Amt, sarebbe invece «reclutare giudici professionali a tempo pieno, almeno per gli incarichi direttivi, senza però disperdere le professionalità di chi in questi anni ha lavorato con impegno nonostante una retribuzione poco più che simbolica». Per quanto riguarda la Cassazione, dove le cause tributarie pendenti sono il 47% di quelle civili totali e le sopravvenienze annue superano gli 11 mila fascicoli, «è arrivato il momento di una soluzione normativa: la creazione di una sezione tributaria-bis, auspicata dal primo presidente Canzio, è l’unica strada possibile», osserva Mario Cicala, presidente Unione giudici tributari ed ex presidente titolare della sezione tributaria del Palazzaccio. «Ciò che la Suprema corte poteva fare tramite atti di organizzazione interna è stato fatto, ma ora non è più possibile pensare di ampliare ulteriormente il numero di sentenze con le attuali risorse. Anche perché ciò presupporrebbe la smobilitazione delle altre sezioni. Auspichiamo che il reclutamento dei giudici aggregati, oltre che tra i magistrati in quiescenza, possa guardare anche ai magistrati tributari in servizio, senza alcuna preclusione a scapito dei non togati».

Valerio Stroppa

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa