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Liti pendenti, sanatoria blindata

di Debora Alberici 

Le aziende in causa con il fisco per un recupero di imposta superiore ai 20 mila euro non hanno diritto alla procedura agevolata prevista dall'art. 39 della manovra estiva. Con l'ordinanza n. 23504 del 10 novembre la sezione tributaria ha infatti dato un'interpretazione letterale della norma negando la procedura agevolata a una società che si era vista notificare un recupero a tassazione Irpeg e Ilor pari a 7 milioni di euro.

Insomma ben oltre il limite previsto dall' art. 39 del dl 98/2011. In proposito gli Ermellini hanno precisato che «preliminarmente si rileva che la presente lite fiscale non può essere definita secondo la procedura agevolata di cui all'articolo 39, comma 12, del decreto legge n. 98/2011, convertito con la legge n. 111/2011, essendo la stessa, in considerazione dell'ammontare dell'imponibile accertato con l'atto impositivo impugnato di valore superiore a 20 mila euro». Insomma quella data dalla Suprema corte è un'interpretazione rigorosa della norma che non lascia margine ad applicazioni diverse. Infatti secondo il comma 12 dell'articolo 39, al fine di ridurre il numero delle pendenze giudiziarie e quindi concentrare gli impegni amministrativi e le risorse sulla proficua e spedita gestione del procedimento le liti fiscali di valore non superiore a 20.000 euro in cui è parte l'Agenzia delle entrate, pendenti alla data del 1° maggio 2011 di fronte alle commissioni tributarie o al giudice ordinario in ogni grado del giudizio e anche a seguito di rinvio, possono essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto l'atto introduttivo del giudizio, con il pagamento delle somme determinate ai sensi dell'articolo 16 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Ed è proprio a tal fine, dice la legge, che si applicano le disposizioni contenute nell'articolo 16. In particolare, le somme dovute saranno versate entro il 30 novembre 2011 in unica soluzione. La domanda di definizione va presentata entro il 31 marzo 2012. Inoltre, le liti fiscali che possono essere così definite sono sospese fino al 30 giugno 2012. Per le stesse sono anche sospesi, sino al 30 giugno 2012 i termini per la proposizione di ricorsi, appelli, controdeduzioni, ricorsi per Cassazione, controricorsi e ricorsi in riassunzione, compresi i termini per la costituzione in giudizio. Un eventuale diniego va comunicato entro la fine di settembre del prossimo anno. Tuttavia, restano dovute per intero le somme relative al recupero di aiuti di stato illegittimi. Le modalità di versamento, infine, sono state stabilite con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate. La Suprema corte è intervenuta sul caso riguardante una Casa di cura in Abruzzo. Alla società era stata notificato un recupero a tassazione di oltre 14 miliardi delle vecchie lire. La contribuente lo aveva impugnato di fronte alla Ctp abruzzese. Questa aveva però respinto l'istanza. La decisione era stata poi confermata dalla Ctr. Quindi la società ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo di essere ammessa alla procedura agevolata. La sezione tributaria lo ha respinto.

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