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Liti pendenti, procedura in attesa

di Sandro Zuliani 

Modello pronto, ma procedura ancora in stand by per la definizione delle controversie fiscali con l'agenzia delle entrate: le domande, da redigere utilizzando il modello appena pubblicato sul sito Internet dell'agenzia (si veda ItaliaOggi di ieri), potranno essere compilate e trasmesse telematicamente solo a partire dalla data che sarà comunicata successivamente dall'amministrazione.

Il termine per l'invio della domanda è il 2 aprile 2012; ben prima, invece, e precisamente entro il 30 novembre prossimo, occorrerà effettuare il pagamento delle somme dovute; entrambi gli adempimenti sono necessari per il perfezionamento della definizione.

La situazione sembra comunque in movimento, per cui non possono escludersi modifiche, tanto sul calendario quanto sulla portata della definizione agevolata.

Allo stato dell'arte, secondo le disposizioni del dl n. 98/2011, la possibilità di chiudere il contenzioso pendente alla data del 1° maggio 2011 riguarda soltanto le liti tributarie con l'agenzia delle entrate di valore fino a 20.000 euro.

A margine della discussione sulla manovra-bis, tuttavia, sono state registrate voci che prospettano l'eventualità che il limite possa essere elevato o addirittura rimosso. L'ipotesi parrebbe plausibile, in considerazione delle esigenze di cassa, e non porrebbe particolari difficoltà dal punto di vista tecnico, potendo la modifica concretizzarsi con un semplice tratto di penna sul limite di valore. Nel merito, la rimozione del limite causerebbe un'incoerenza con le disposizioni dello stesso dl 98/2011 che introducono, a partire dal 2012, l'istituto del reclamo preventivo sulle liti di valore fino a 20.000 euro, novità, questa, che è stata assunta quale giustificazione della previsione che consente la chiusura agevolata delle liti pregresse.

Un'altra e più rilevante questione riguarda la definizione delle liti sull'Iva. Com'è noto, con una sentenza di tre anni, dei cui possibili effetti si sta parlando molto in questi giorni, la corte di giustizia Ue ha bocciato i condoni dell'art. 8 e dell'art. 9 della legge n. 289/2002 (integrativa semplice e condono automatico), ritenendo che, in considerazione delle modalità di estinzione del rapporto tributario, comportassero sostanzialmente una rinuncia dello stato al potere-dovere di accertare e riscuotere un'imposta armonizzata a livello comunitario, con conseguente violazione, da parte dell'Italia, degli obblighi comunitari.

La nostra Cassazione ci ha messo del suo, estendendo inopinatamente la statuizione della corte di giustizia anche alla definizione agevolata delle controversie pendenti, regolata dall'art. 16 della stessa legge n. 289/2002, che pure aveva ben poco a che fare con le sanatorie degli artt. 8 e 9. Con questo precedente, potrebbero esservi comprensibili resistenze a riproporre la definizione agevolata delle liti pendenti in materia di Iva senza alcuna limitazione di valore, mentre sarebbe più difendibile una definizione limitata soltanto alle controversie minori. Sarebbe dunque troppo alto il rischio che una chiusura agevolata del contenzioso Iva di qualsiasi importo possa dare luogo a bocciature, forse non tanto in sede comunitaria, essendo molto discutibile l'interpretazione di principio assunta dalla cassazione, quanto proprio dai giudici nazionali, sia di merito sia di legittimità, che decidessero di conformarsi a quella interpretazione. La prudenza suggerirebbe dunque di evitare di creare i presupposti per una riedizione della spinosa problematica emersa in relazione ai condoni del 2002, sulla quale si sta faticosamente cercando una via d'uscita (vedi la proroga dei termini per l'accertamento Iva nei confronti di chi si è avvalso dei condoni del 2002, disposta dalla manovra-bis).

Intanto si può notare che le istruzioni di compilazione del modello di domanda predisposte dall'agenzia delle entrate indicano il limite di valore di 20.000 euro, attualmente previsto dalla legge; diversamente dal comunicato stampa, non indicano invece «in chiaro» i termini di scadenza per l'effettuazione dei pagamenti e per la presentazione della domanda, rinviando alle disposizioni dell'art. 39, comma 12, lettere a) e b), del dl n. 98/2011, il che potrebbe essere funzionale all'eventuale proroga dei termini.

Dall'agenzia sono inoltre arrivati i primi chiarimenti interpretativi sull'operazione. Uno riguarda le liti tributarie suscettibili di definizione, dal cui ambito sono escluse, come si legge nel comunicato stampa, le liti relative al rifiuto espresso o tacito alla restituzione di tributi e quelle sugli avvisi di liquidazione e i ruoli, nonché le liti sull'omesso versamento dei tributi e quelle collegate ai precedenti condoni. L'altro, formalizzato direttamente nel provvedimento di approvazione del modello, riguarda la possibilità di sanare gli «errori scusabili» commessi dai contribuenti nella determinazione delle somme dovute per la definizione, provvedendo alla regolarizzazione, con versamento della differenza dovuta e dei relativi interessi legali, entro trenta giorni dalla comunicazione inviata dall'agenzia.

Entrambe queste indicazioni sono coerenti con le interpretazioni fornite dall'amministrazione in occasione della definizione agevolata delle liti pendenti di cui all'art. 16 della legge n. 289/2002, alle quali si potrà fare riferimento in quanto tali disposizioni sono richiamate in modo esplicito dall'art. 39 del dl n. 98/2011.

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