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Liti pendenti con il timer

di Maria Paola Cogotti 

Finalmente, con provvedimento direttoriale del 13 settembre 2011, è stato approvato il modello di domanda per la definizione delle liti fiscali pendenti, domanda che può essere inviata sino al 31 marzo 2012. Con la manovra di stabilizzazione finanziaria all'art. 39, comma 12 del dl 98/2011 il legislatore ha riproposto lo stesso condono sui processi già proposto nel 2002, ma stavolta limitato nell'oggetto: la definizione, infatti, è stata circoscritta agli atti emessi dall'Agenzia delle entrate di valore non superiore a 20.000 euro, per cui rimangono fuori sia gli atti emessi da altri enti impositori sia gli atti della stessa Agenzia superiori al limite predetto.

Quindi la prima valutazione da effettuare, per coloro che intendono avvalersi della sanatoria è quella del valore della lite che deve essere quantificato sulla base della sola imposta contestata dal contribuente nell'atto introduttivo del giudizio.

Esiste poi come ulteriore requisito per accedere alla sanatoria, che il ricorso introduttivo sia stato notificato al massimo lo scorso 1° maggio 2011, in questo caso la stessa norma precisa , che si tratta di liti pendenti davanti alle Commissioni tributarie o al giudice ordinario, in ogni grado di giudizio. Altro elemento fondante della sanatoria sono i versamenti che devono essere posti in essere, mediante un'unica soluzione, entro il 30 novembre 2011, tramite Modello F24 utilizzando il codice tributo «8082».

Dobbiamo però riflettere sul fatto che, come effetto automatico dell'introduzione delle sanatoria delle liti fiscali pendenti, tutti i processi potenzialmente definibili restano sospesi sino al 30 giugno 2012, ma la sospensione non concerne le attività di riscossione che Equitalia può porre in essere per effetto della riscossione frazionata.

Quindi ipotizzando che sia stata notificata la cartella sul 50% delle somme accertate, il versamento deve concretizzarsi, e, se il contribuente non adempie, Equitalia procederà con i fermi e le ipoteche.

Se invece il versamento è antecedente all'invio della domanda di definizione, può accadere che tra la data del versamento e quella di invio della domanda sopravvenga una sentenza che modifichi l'entità delle somme da versare.

Se, quindi, un contribuente, entro il 1 maggio ha impugnato un accertamento e, a ottobre 2011, non c'è stata ancora la sentenza il versamento che dovrà effettuare concerne il 30% delle somme dovute a titolo di imposta.

È comunque necessario presentare anche la domanda di definizione. Poniamo il caso che il contribuente versi a ottobre, e che a dicembre venga emessa la sentenza che gli dà torto; se egli non avesse ancora presentato la domanda di definizione, come a suo tempo prescritto dall'Agenzia delle entrate occorre, a questo punto versare le somme che ora sono diventate il 50%. Per questo motivo, è opportuno che subito dopo i versamenti, si invii il modello di adesione e se il contribuente ha ricevuto già la cartella di pagamento ma non ha ancora pagato le somme, egli, se non c'è ancora stata la sentenza, può versare il 30% del valore della lite.

A tal proposito, dovrebbe applicarsi quanto specificato dall'Agenzia delle entrate con la circ. 21 febbraio 2003; la definizione si perfeziona con il pagamento più l'invio della domanda di definizione, per cui, una volta riscontrati questi due elementi gli uffici disporranno la sospensione dei ruoli, il cui obbligo di pagamento è venuto meno, con successivo sgravio a seguito del definitivo accertamento sulla regolarità della definizione.

Ricordiamo, infine, che il nuovo modello per il condono fiscale 2011 andrà inviato telematicamente entro e non oltre il 2 aprile 2012, e che i soggetti incaricati all'invio telematico sono sempre i professionisti, Caf e soggetti abilitati al servizio Entratel o fisco online.

Tuttavia è stato prevista anche la possibilità di presentarlo in formato cartaceo protocollando l'istanza presso qualsiasi direzione provinciale delle Entrate.

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