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Liti consumatori, al via la riforma

Entro il 9 gennaio dell’anno prossimo il ministero dello Sviluppo economico dovrà indicare alla Commissione europea il primo elenco degli organismi Adr accreditati presso le diverse autorità competenti.
Ci sono quindi meno di tre mesi per attuare e rendere operativo il nuovo e più ampio sistema extragiudiziale di risoluzione delle controversie tra consumatori e imprese, previsto dal Dlgs 130/2015 che, in attuazione della direttiva europea 11/2013, modifica il Codice del consumo.
Spetterà quindi alle autorità competenti il varo dei regolamenti attuativi nelle materie di specifica competenza e in particolare alla Banca d’Italia, alla Consob, all’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), all’Aeegsi (Autorità per l’energia elettrica, il gas, il sistema idrico) e, ovviamente, al ministero della Giustizia e al ministero per lo Sviluppo economico, oltre che ad eventuali altre autorità amministrative indipendenti che dovessero decidere di disciplinare autonome procedure Adr.
Le nuove procedure dovranno caratterizzarsi per la volontarietà, semplicità, trasparenza, rapidità, economicità, equità, efficacia.
Nei prossimi mesi, una volta adottati i singoli regolamenti attuativi con l’istituzione degli elenchi per l’accreditamento degli organismi Adr, i consumatori potranno selezionare in base alla specifica controversia (sia essa nazionale o anche transfrontaliera, cioè da instaurare nei confronti di un soggetto avente sede in uno Stato membro dell’Unione europea diverso da quello di residenza) quale percorso seguire per risolverla nella maniera ritenuta più adeguata.
Saranno disponibili procedure – anche per via telematica – nelle quali l’organismo propone una soluzione o riunisce le parti al fine di agevolare una soluzione amichevole. Quindi si apriranno diverse opzioni nelle quali si potrà pervenire ad una composizione sia attraverso sistemi di tipo facilitativo, come nel caso della mediazione e degli altri procedimenti conciliativi, sia mediante sistemi valutativi anche con un modello contenzioso-aggiudicativo, ma che non è mai vincolante nei suoi esiti e che quindi trova nella negozialità dell’accordo, sia pure tacito, il suo epilogo.
Si pensi da un canto alla conciliazione che si svolge presso i Corecom o presso l’Autorità dell’energia elettrica e, dall’altro, al procedimento decisionale adottato dall’Arbitro bancario finanziario: modelli diversi ma che devono rispondere ai medesimi princìpi, primo fra tutti quello dell’efficacia, a tutela del consumatore e specularmente dell’impresa.
Quindi si potrà scegliere tra i procedimenti presso le autorità indipendenti o presso i nuovi organismi Adr, o anche presso gli organismi di mediazione che adegueranno i loro regolamenti e potranno così svolgere la mediazione anche nelle liti consumeristiche.
Infine, ma non ultime, hanno ottenuto il riconoscimento legislativo e costituiscono dunque una ulteriore opzione procedimentale, le cosiddette negoziazioni paritetiche, cioè quei percorsi conciliativi nei quali non è presente un terzo a gestire la procedura, ma sono le parti (il consumatore è rappresentato da una associazione di consumatori) che possono giungere ad un accordo sulla base della negoziazione. Questi procedimenti vengono attuati sulla base di protocolli di intesa che sono stipulati dalle Aacc e le imprese ed attingono ad una esperienza ormai venticinquennale tanto da essere state riconosciute anche nel 2013 dal Parlamento europeo quali best practice tra gli Adr continentali.

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