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Lite chiusa con rimborso

di Giovanni Negri


La definizione della lite fiscale impedisce al contribuente solo la restituzione delle somme versate in relazione alla pretesa impositiva contestata. Ma non impedisce la restituzione di somme che non hanno formato oggetto di pretesa impositiva. Lo chiarisce la Corte di cassazione con la sentenza n. 22262/11 della Sezione tributaria depositata ieri. La Corte ha così respinto il ricorso presentato dall'agenzia delle Entrate contro la decisione della Commissione tributaria regionale della Toscana che, confermando la sentenza di primo grado, aveva accolto la domanda del contribuente al pagamento del credito per rimborso Irpeg esposto nella dichiarazione dei redditi per il 1990.

Per l'ammministrazione finanziaria, la presentazione della domanda di definizione di lite pendente sulla base di quanto previsto dall'articolo 16 della legge n. 289 del 2002 bloccherebbe la possibilità per il contribuente di ottenere, per gli anni e per le imposte oggetto dell'accertamento da cui è derivata la lite, i rimborsi di imposta richiesti in sede di dichiarazione.

La Cassazione però ricorda che, per effetto del condono il contribuente ha davanti a sè un'alternativa tra la prosecuzione del contenzioso, nella speranza di ottenere i rimborsi delle somme indebitamente pagate, oppure il pagamento di quanto dovuto per la definizione agevolata «ma senza possibilità di riflessi o interferenze con quanto eventualmente già corrisposto sulla linea del procedimento ordinario».

Nel caso specifico, però, osserva la Cassazione, bisogna valutare con attenzione la normativa interessata, la legge 289/02, per concluderne che le imposte in rapporto alle quali la definizione agevolata della lite estingue i crediti del contribuente sono solo quelle per le quali esiste una pretesa impositiva del Fisco contestata dal contribuente stesso. La conclusione è così nel senso che «la lite fiscale introdotta nell'impugnativa di un avviso di accertamento nel quale siano state formulate pretese pretese impositive in relazione ad alcune soltanto delle imposte ivi contemplate ha ad oggetto solo queste imposte e non anche quelle per le quali nell'avviso non sia stata formulata alcuna pretesa impositiva».

Del resto, a confermare questa conclusione c'è la stessa normativa del 2002 dove si specifica che il valore della lite da prendere a riferimento per il calcolo della definizione è costituito dall'importo dell'imposta che ha formato oggetto di contestazione in primo grado: il perimetro di riferimento è allora quello delle sole imposte per le quali il Fisco ha esercitato una pretesa.

 

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