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L’Italicum procede indisturbato

Dopo il rinvio da parte della Consulta dell’udienza sull’Italicum, inizialmente prevista per il 4 ottobre, il tema della modifica della legge elettorale da parte del parlamento è tornato prepotentemente alla ribalta. Il Movimento 5 Stelle ha confermato indirettamente il suo gradimento all’Italicum, depositando alla Camera una mozione per l’approvazione di una nuova legge elettorale proporzionale con le preferenze. Il modo più proficuo, sotto il profilo della strategia politica, per garantire lunga vita all’attuale legge elettorale: diversamente, infatti, si tratterebbe del sostanziale ritorno alla prima repubblica con i governi destinati a durare pochissimo. «Non ci piace l’Italicum, a prescindere dal fatto che possa farci vincere le elezioni o meno, perché a noi sta di più a cuore l’interesse dei cittadini, che devono essere adeguatamente rappresentati in Parlamento sia alla Camera che al Senato», affermano oggi i componenti pentastellati della commissione Affari costituzionali della Camera. Peccato che non più di due mesi fa il M5S frenava sulle modifiche alla legge elettorale in quanto non rappresentava «una priorità per il Movimento». La maggioranza di governo, intanto, si è lanciata nella difficile ricerca di una posizione unitaria sulle modifiche possibili, con il presidente del consiglio Matteo Renzi che inusualmente sta a guardare alla finestra. Oggi si svolgerà la votazione alla Camera sulla mozione di Sinistra Italiana in cui si chiedono modifiche all’Italicum nelle parti a rischio incostituzionalità. Area popolare ha comunque l’intenzione di presentare una sua mozione alternativa e chiede ufficialmente al Pd di lavorare insieme per uan posizione comune della maggioranza. I renziani vorrebbero un testo «snello» che non leghi il Pd a determinazioni messe nero su bianco, almeno finché non si conoscerà l’esito del referendum. Insomma, una mozione «all’acqua di rose» che la sinistra pd respingerebbe a priori. La minoranza del Pd, infatti, ha già fatto sapere che non prenderà in considerazione mozioni di modifica dell’Italicum che non contengano «tempi certi e punti ben definiti» sui quali intervenire per cambiare la legge elettorale. L’assemblea del gruppo del Pd alla Camera è prevista per oggi. Di certo, il rinvio della Corte costituzionale sta condizionando pesantemente i lavori del Parlamento e il dibattito politico. In merito al quale appare stucchevole la sfida tra chi sostiene che Renzi sia uscito avvantaggiato dalla decisione della Consulta e coloro che affermano che si tratta di una bocciatura e addirittura del rafforzamento della posizione del «No» al referendum. «Credo che un vero tavolo sulla legge elettorale si dovrà aprire dopo l’esito del voto referendario. Oggi aprire il tema della modifica dell’Italicum, a campagna elettorale referendaria aperta, in tutta franchezza, non mi sembra una cosa né produttiva né utile per il Parlamento e per il Paese», ha detto Giovanni Toti mentre Renzi, a margine dei lavori del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, invitava tutti a esprimersi: «M5S ha detto la sua e aspettiamo la posizione di Berlusconi e Salvini. Alla fine faremo le modifiche necessarie». Ma Lega e FI attendono. Dunque, il rischio per Renzi di modificare ora le regole che devono valere per tutti, sarebbe quello di compiere di nuovo un’operazione tutta interna alla maggioranza o peggio nell’ambito dei ristretti equilibri pd.

Franco Adriano e Emilio Gioventù

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