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L’Italia supera il test delle aste BTp

MILANO
Un’asta a due velocità quella di ieri del Tesoro dove ad essere premiati sono stati i rendimenti a breve termine, meno quelli a lungo termine, in una giornata di alti e bassi per i titoli periferici che continuano a soffrire per il declassamento dell’Italia da parte di S&P’s e per i dati del Fmi sulla Spagna. Ad aiutare erano intervenuti i toni smussati della Federal Reserve sul timing della prossima stretta monetaria, ma non abbastanza, perché quanto guadagnato in mattinata sul secondario è sfumato subito dopo le aste dei BTp a 3 anni e 30 anni oltre ai CcT a 5 anni, che hanno avuto un’accoglienza non entusiasmante. A fine seduta il rendimento del decennale italiano è tornato a salire fino al 4,47% e lo spread con il Bund a 286 punti base.
Aste a due velocità
Complessivamente il Tesoro ha collocato 6,35 miliardi di titoli avendone messi a disposizione fino 6,5 miliardi con una domanda forte sui CcTeu a 5 anni, meno sugli altri titoli. Il BTp triennale venduto in asta per 3,385 miliardi, poco meno dei 3,5 massimi prefissati, è stato collocato con tassi in lieve calo al 2,33% dal 2,38% precedente e con un prezzo al di sotto del valore del secondario. Stabile il rapporto di copertura a 1,34 volte l’importo offerto. Collocati anche 1,461 miliardi di euro di titoli con scadenza a 30 anni, il secondo collocamento da quello di maggio sindacato. Il rendimento è salito dal 4,985% al 5,19% con una domanda pari a 1,3 volte l’offerta. Ben accolti i CcTeu a 5 anni per 1,5 miliardi: rendimento medio al 2,68% e domanda solida, pari a 1,70 volte.
Il decoupling Usa-Ue
Lo si era capito dal collocamento dei BoT di due giorni fa che il mercato in questa fase sta premiando le scadenze corte, sostenuto dalle parole del presidente della Fed Ben Bernanke secondo il quale all’economia americana sono ancora necessarie politiche di sostegno. Una tendenza iniziata da quando il presidente della Bce, Mario Draghi ha assicurato che i tassi si manterranno bassi a lungo, come confermato dal bollettino della Bce pubblicato ieri, rassicurando i mercati periferici rimasti senza direzione per intere sedute nel timore che anche Francoforte abbracciasse la politica restrittiva della Federal Reserve.
Quella divergenza che gli economisti chiamano decoupling è misurata dallo spread tra il Treasurys a dieci anni e il Bund tedesco arrivato a toccare 100 punti base, il livello più ampio degli ultimi 7 anni. Anche ieri il Bund decennale è sceso portandosi all’1,619%, il livello più basso delle ultime tre settimane, così come il titolo a 10 anni francese a 2,22% e olandese al 2,01%. Di segno opposto il BTp stessa scadenza che ieri è leggermente risalito, una combinazione che ha provocato l’allargamento dello spread fino a 286 centesimi dal 278 di due giorni fa. In lieve salita anche lo spread della Spagna che ha chiuso a 319 centesimi.«A favorire le scadenza brevi delle curve periferiche che avevano registrato una certa pressione dopo gli annunci della Fed, non ci sono soltanto le indicazione su una politica monetaria ancora accomodante della Bce, ma anche le speculazioni su un’altra possibile Ltro», ha fatto notare Chiara Cremonesi, analista del fixed income di UniCredit.
Bce, rassicura sulla ripresa
A rassicurare i mercati è arrivato ieri il bollettino mensile della Bce che ha garantito come i tassi resteranno bassi a lungo per sostenere la ripresa in quanto l’attività economica dell’area dell’euro «dovrebbe stabilizzarsi e riprendersi nel corso dell’anno, seppur a un ritmo moderato». Ma i pericoli non sono svaniti perché i rischi per le prospettive economiche dell’area dell’euro «continuano a essere al ribasso». Del resto sulla periferia le tensioni restano alte: ieri il presidente del Portogallo, Anibal Cavaco Silva ha proposto ai partiti di governo e di opposizione di dare vita a un «esecutivo di salvezza nazionale» data «la situazione di emergenza in cui versa il Paese», per poi andare a elezioni anticipate nel 2014. Ma per ora l’opposizione ha risposto picche.

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