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L’Italia si ferma assediata dai Tir

di Giampiero Di Santo 

Comincia con uno sciopero dei Tir che minaccia di paralizzare l'Italia per 5 giorni la settimana più difficile del governo, che varato il decreto sulle liberalizzazioni, ieri ha giocato subito la carta più pesante al tavolo della riforma del mercato del lavoro, con cinque proposte, tra le quali il superamento della cassa integrazione straordinaria e l'introduzione dell'indennità di disoccupazione, che hanno ottenunto il no secco della Cgil e l'apertura di Cisl e Uil.

L'esecutivo guidato da Mario Monti vuole condurre in porto la ristrutturazione del mercato del lavoro senza forzature, cioè senza fare ricorso a decreti legge, e soprattutto in tre o quattro settimane al massimo, ma c'è la sensazione che il fronte più caldo, nelle prossime settimane, sarà quello dell'autotrasporto, perché il movimento dei Forconi che protesta conto il rincaro del gasolio e ha già bloccato la Sicilia e in parte la Sardegna, da ieri si è propagato al resto d'Italia.

Tassisti e Forconi uniti nella lotta

La rivolta degli autotrasportatori si è estesa al Lazio, dove il blocco della Pontina da parte dei Tir è diretto strategicamente da un ex generale dei carabinieri, Antonio Pappalardo, alla Campania, alla Puglia e anche al Nord, in particolare in Lombardia e Piemonte Il traffico in autostrada ha subìto forti rallentamenti, a Melfi, Cassino e Pomigliano la Fiat dovrà bloccare la produzione già da oggi, e la situazione è rimasta molto grave ovunque.

Una situazione di disagio definita inaccettabile dal presidente dell'Autorità di garanzia sugli scioperi, Roberto Alesse, che ha annunciato l'apertura di «un procedimento per valutare le sanzioni da irrogare a chiunque stia violando la legge e danneggiando i cittadini». Si potrebbe arrivare anche alla precettazione, come ha fatto capire il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, che ha dichiarato: «Non saranno tollerati blocchi stradali. Useremo tolleranza e dialogo, però bisogna anche tenere presente i diritti dei cittadini». Diritti minacciati anche dall'agitazione dei tassisti, che ieri hanno scioperato fino alle 22 e intendono proseguire l'agitazione. Senza trascurare il pericolo incombente di chiusura delle pompe di benzina per un periodo che potrebbe raggiungere i dieci giorni, anche se non saranno consentiti scioperi di durata superiore a 72 ore consecutive.

Lavoro, lo scoglio della riforma

Alle parti sociali convocate ieri a palazzo Chigi, il ministro del lavoro e delle pari opportunità, Elsa Fornero, ha presentato un documento che propone l'introduzione di uno schema di reddito minimo che «potrebbe essere già individuato in questa riforma ma con applicazione normativa rinviata». Il governo delineato una riforma degli ammortizzatori sociali basata su due pilastri: il primo sosterrebbe i lavoratori che temporaneamente si trovino ad affrontare un periodo di attività ridotta, il secondo sarebbe una vera indennità di disoccupazione. Monti ha auspicato che il negoziato tra governo e parti sociali «serva a migliorare la situazione di imprese e lavoratori e dell'Italia nella Ue».

Bagnasco, governo di buona volontà

Il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, in apertura del Consiglio episcopale permanente, ha detto che «per l'Ici, la Chiesa non chiede privilegi, né che si chiudano gli occhi su storture o manchevolezze, «Evadere le tasse è peccato. Per un soggetto religioso questo è addirittura motivo di scandalo». Del governo Monti, il presidente della Cei ha detto che si tratta di «un esecutivo di buona volontà, autonomo non dalla politica ma dalle sue complicazioni ed esasperazioni di essa, e con l'impegno primario di affrontare i nodi più allarmanti di una delicata, contingenza».

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