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L’Italia risponde alla Ue: spese legittime

Non ci saranno clausole di salvaguardia, cioè aumenti automatici delle tasse, nel disegno di legge di Bilancio. Il meccanismo è contenuto in una bozza della manovra, superata in queste ore: prevedeva il rincaro delle accise su benzina e tabacchi come rete di sicurezza per i conti pubblici se non dovesse arrivare il miliardo e 600 milioni di euro previsto dal governo come gettito della voluntary disclosure , la procedura per l’emersione dei capitali nascosti al Fisco. Ma fonti del ministero dell’Economia fanno sapere che quelle clausole «non corrispondono al testo del provvedimento», ancora in fase di elaborazione a più di 10 giorni dal via libera in Consiglio dei ministri. Non è solo un problema politico, perché un aumento delle tasse, sebbene ipotetico, non è una mossa vincente in campagna elettorale. Ma è anche una questione di rispetto della legge.

Le nuove regole di Bilancio, che debuttano proprio con questa manovra, vietano espressamente il ricorso alle clausole di salvaguardia, meccanismo che negli ultimi anni è stato usato fin troppo. «Avrei dovuto stralciare l’intero articolo sulla voluntary disclosure » dice Francesco Boccia (Pd), presidente della commissione Bilancio della Camera, dove nei prossimi giorni partirà l’esame della manovra. Le clausole verranno sostituite da tagli di spesa divisi tra i ministeri. In realtà le nuove regole di Bilancio prevedono che, in prima battuta, il taglio sia tutto a carico del ministero competente, in questo caso proprio quello dell’Economia. Con la possibilità di scaricare parte del costo sulle altre amministrazioni solo se nel proprio bilancio non ci sono risorse a sufficienza. Ma sul punto non si è ancora deciso.

Oggi il governo invierà la lettera di risposta ai chiarimenti sulla manovra chiesti dalla Commissione europea. Bruxelles dice che non abbiamo mantenuto gli impegni sul deficit e chiede spiegazioni sulle spese per ricostruzione post terremoto e immigrazione, che il governo considera «eccezionali». Nella risposta il governo italiano terrà il punto, sostenendo che non conteggiare quelle due voci nei vincoli sul deficit è pienamente compatibile con le regole europee. L’arrivo a Bruxelles della lettera viene preceduto dai toni distensivi del commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici: «Non bisogna minimizzare ma neanche drammatizzare». E da un editoriale del Financial Times che dà ragione al governo italiano, sostenendo che sarebbe sbagliato comprimere ora il deficit. Mentre dall’Italia l’ex ministro Giulio Tremonti paragona Renzi a «Mussolini che reagiva virilmente alla Società delle Nazioni» ma «gli strumenti sono di latta». Ieri l’Agenzia delle Entrate ha inviato a 156 mila contribuenti un avviso bonario, per ricordare la mancata presentazione della dichiarazione al 30 settembre.

Lorenzo Salvia

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