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L’Italia ripiega, la borsa brinda

Il dietrofront sulla legge di Bilancio del governo italiano, che si è detto disponibile a modifiche per andare incontro a Bruxelles, ha messo le ali a piazza Affari e ha raffreddato lo spread. Si parla di una riduzione dell’obiettivo di deficit-pil dall’attuale 2,4% che l’Unione europea ha duramente contestato. A Milano il Ftse Mib è balzato del 2,77% tornando sopra 19 mila punti a 19.233. In territorio positivo anche Francoforte (+1,45%), Londra (+1,20%) e Parigi (+0,97%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq avanzavano rispettivamente dello 0,93 e dell’1,33%.Intanto una pioggia di ricoperture ha riportato il Btp-Bund sotto quota 300 a 290, in calo di 17 punti. Come conferma un operatore, si tratta principalmente di ricoperture e non di veri acquisti: «Sebbene le dichiarazioni del governo vadano prese con il dovuto scetticismo, qualche investitore sta chiudendo le posizioni ribassiste per non essere preso in contropiede se davvero si arrivasse a un compromesso sulla manovra».

Gli strategist di Mps Capital Services evidenziano che gli acquisti stanno riguardando tutta la curva italiana e in particolare la parte a breve, con il tasso a due anni che sta tornando sui livelli di metà settembre. I benefici sono arrivati non solo dalla discesa dei tassi italiani ma anche dall’aumento del decennale tedesco. In ogni caso, aggiungono da Citigroup, «la marcia indietro del governo potrebbe essere troppo lieve e tardiva» e l’Italia potrebbe avere già perso credibilità tra gli investitori e i partner europei. «Ogni mossa di Roma potrebbe essere ininfluente per ristabilire la crescita economica di cui l’Italia ha bisogno. Da una parte, la coalizione di governo potrebbe perdere il consenso degli elettori se non rispettasse le promesse fatte; dall’altra, i mercati sembrano sottovalutare l’indebolimento della fiducia economica che lo spread sopra i 300 punti e la legge di bilancio hanno provocato».

A Milano in gran spolvero i bancari: Unicredit +5,54%, Ubi +6,41%, Banco Bpm +5,39%, Bper +5,36%, Intesa Sanpaolo +4,52%, Mediobanca +4,44%, Mps +8,03%, Carige +6,25%. Su di giri anche i petroliferi grazie alla salita delle quotazioni: Saipem ha guadagnato il 10,01%, promossa a buy da Hsbc, seguita da Tenaris (+2,84%) ed Eni (+1,68%). Denaro anche su Exor (+3,23%), Fca (+4,98%), Poste italiane (+3,89%), Tim (+4,61%) e Stm (+2,81%), mentre hanno chiuso in rosso Campari (-0,80%) e Prysman (-0,63%). Fra gli altri titoli sugli scudi Rcs (+9,94%) e Monrif (+9,54%).

Nei cambi, l’euro è terminato poco mosso a 1,1340 dollari dopo un massimo di seduta a 1,1384. Per le materie prime, quotazioni petrolifere in forte progresso, con il Brent a 60,37 dollari (+1,57 dollari) e il Wti a 51,58 (+1,16 dollari). Debole l’oro, che cedeva un dollaro a 1.223.

Ettore Bianchi

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