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L’Italia riapre, l’Ue non si sa

Dal 3 giugno l’Italia riaprirà i confini. Al suo interno (con il via libera dopo mesi di stop alla mobilità tra regioni) e verso l’estero. Non ci sarà alcuna limitazione e quindi nessun obbligo di quarantena per chi arriverà in Italia dagli stati membri dell’Unione europea, dai Paesi dall’area Schengen, dal Regno Unito e l’Irlanda del Nord, dal principato di Monaco e Andorra. Oltre che, ovviamente, da San Marino e Vaticano.

Ma cosa accadrà ai nostri cittadini che vorranno recarsi all’estero? Varrà il principio di reciprocità o c’è il rischio che nell’Ue prevalga invece la logica degli accordi bilaterali tra Stati? Con Paesi in white list, i cui cittadini sarebbero quindi liberi di circolare in Europa e nell’area Schengen e «Stati canaglia» a mobilità ridotta?

Il timore è più che fondato dopo la decisione dell’Austria di continuare a tenere chiuse le frontiere con l’Italia (riaprendo invece quelle con Germania, Liechtenstein, Svizzera, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria), al pari della Slovenia che continua a presidiare i confini col nostro Paese chiedendo che la mobilità dei cittadini Ue quest’estate sia limitata e regolamentata da accordi bilaterali tra singoli Paesi.

E anche la Gran Bretagna (verso cui il dpcm approvato domenica dal governo Conte non pone restrizioni a partire dal 3 giugno) continua a imporre l’obbligo di quarantena a chi arriva dall’estero. Insomma, lo scenario che si sta delineando in Europa rischia di relegare l’Italia in una posizione di marginalità turistica.

E per scongiurarlo, il ministro degli esteri Luigi Di Maio ha partecipato ieri a un vertice promosso dalla Germania con i ministri di Portogallo, Spagna, Austria, Slovenia, Croazia, Malta e Cipro. Di Maio ha escluso che possano esserci «corridoi sulla base di accordi bilaterali».

«Non è accettabile ed è contro lo spirito europeo. Se siamo in un mercato unico, superata questa prima fase della pandemia, tutti i Paesi devono riaprire i confini e condividere le regole per far viaggiare in sicurezza i turisti. Cancelleremo gli altri Paesi europei dalle liste delle mete sconsigliate dall’unita’ di crisi della Farnesina, e ci aspettiamo che gli altri Paesi europei facciano lo Stesso; molti si sono già impegnati a farlo», ha osservato il numero uno della Farnesina. «Aiuteremo le nostre imprese a ricevere entro l’estate i visitatori delle principali capitali europee», ha proseguito Di Maio. «Abbiamo stabilito che lavoreremo tutti insieme per affrontare questa stagione turistica».

Dal 3 giugno le disposizioni restrittive attualmente in vigore per l’ingresso nel nostro Paese (obbligo di indicare al vettore i motivi del viaggio, il domicilio in Italia, il recapito telefonico e soprattutto l’obbligo di sottoporsi a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per 14 giorni nel caso in cui il soggiorno non sia di breve durata) si applicheranno esclusivamente alle persone che fanno ingresso in Italia da stati o territori diversi da quelli di cui sopra ovvero che abbiano ivi soggiornato nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia. Dovrà quindi restare comunque in isolamento fiduciario il cittadino Ue che arrivi nel nostro Paese dopo essere rientrato da meno di 14 giorni per esempio dagli Stati Uniti.

Dal 3 al 15 giugno restano vietati gli spostamenti da e per stati e territori diversi da quelli di cui sopra, salvo che per comprovate esigenze lavorative o di assoluta urgenza o per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza.

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