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«L’Italia prosegua il risanamento»

La Commissione europea ha confermato ieri nelle sue ultime previsioni economiche che la ripresa nella zona euro è “robusta”, tanto che dovrebbe confermarsi sia nel 2018 che nel 2019. Nel contempo, però, non ha potuto esimersi dal mettere in guardia per via della volatilità finanziaria di questi giorni. L’Italia rimane al traino, rispetto agli altri paesi dell’unione monetaria, ultima in classifica. Al paese in campagna elettorale Bruxelles ha esortato di continuare il consolidamento di bilancio.
«La zona euro sta registrando tassi di crescita mai visti da quando scoppiò la crisi finanziaria», ha detto in una conferenza stampa a Bruxelles il commissario agli Affari monetari Pierre Moscovici. I rischi per la crescita restano «generalmente equilibrati». Alla luce della recente correzione borsistica, l’uomo politico ha confermato le sue stime di crescita robusta. «Non sono preoccupato», ha detto, ammettendo tuttavia che ulteriori correzioni potrebbero essere un fattore negativo.
Nel rapporto, pubblicato ieri ma preparato prima della recente correzione di mercato, si legge che i prezzi delle attività finanziarie «potrebbero essere vulnerabili a una nuova valutazione dei fondamentali e dei rischi», tale «da mettere in luce le fragilità dovute a debiti eccessivi in numerosi paesi membri». La Commissione europea nota inoltre che «le azioni americane potrebbero essere costose», mentre in Europa queste apparirebbero segnate da prezzi «più moderati».
Sul fronte italiano, l’esecutivo comunitario prevede una crescita dell’1,5% nel 2018 (rispetto all’1,3% previsto in novembre) e dell’1,2% nel 2019. Quanto all’inflazione, i prezzi al consumo dovrebbero crescere in Italia dell’1,5% quest’anno e dell’1,6% l’anno prossimo. Avverte la Commissione: le prospettive di crescita nel paese «restano moderate per via di una crescita potenziale limitata». Sul versante dei rischi, da segnalare «lo stato fragile del settore bancario».
La batteria di dati pubblicati ieri non ha contenuto previsioni di deficit e debito (giungeranno in primavera). Ciononostante, il commissario europeo ha voluto lanciare un nuovo messaggio alle forze politiche che in campagna elettorale fanno molte promesse: «Perseguire il consolidamento di bilancio è sempre necessario visto il livello del debito pubblico». E ancora: «È auspicabile che si perseguano, in Italia come nella zona euro, le riforme strutturali per rendere l’economia più solida, attraente, competitiva».
In novembre, la Commissione europea aveva avvertito del rischio di violazione del Patto di Stabilità e nei fatti sospeso il giudizio sulla Finanziaria del 2018, in attesa di capire come il progetto di bilancio verrà messo in atto dal governo italiano. Il voto del 4 marzo ha indotto le autorità alla prudenza. Novità più sostanziose vi saranno in primavera, di solito in maggio, quando Bruxelles pubblicherà previsioni economiche complete.
Il ministero dell’Economia, in una nota, ha sottolineato come le nuove stime di crescita siano allineate a quanto previsto nella Nota aggiuntiva al Def di settembre. La Commissione Ue «rinnova la fiducia sullo “stato di salute” della situazione economica dell’Italia» sottolineano al Tesoro, aggiungendo che le nuove stime sono basate sull’ipotesi «che si continui ad implementare le riforme volte a favorire la crescita e a perseguire politiche di bilancio prudenti».
Sempre ieri da Roma con la prima nota mensile sulle prospettive economiche, Istat ha fotografato, per il mese di gennaio, una doppia battuta d’arresto del clima di fiducia dei consumatori e delle imprese: se i giudizi sulla situazione attuale sono in miglioramento le aspettative registrano invece un calo. L’indicatore anticipatore costruito con il modello previsionale a breve dell’Istituto di statistica risulta in lieve riduzione, delineando uno scenario di “minore intensità” della crescita economica.
Tornando alla zona euro, la Commissione europea prevede una crescita del 2,3% nel 2018, rispetto a una stima del 2,1% in novembre; e del 2,0% nel 2019, rispetto al precedente 1,9 per cento. Le nuove previsioni giungono dopo un 2017 che si è chiuso meglio del previsto, con una espansione dell’economia che è stata del 2,4%, rispetto al 2,2% previsto nel novembre scorso. Al netto dell’andamento borsistico, la ripresa è sostenuta da una fiducia in aumento, una occupazione in crescita e un miglioramento del commercio mondiale.

Davide Colombo
Beda Romano

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