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L’Italia prepara la candidatura ufficiale per il Tribunale unificato dei brevetti

Milano si candida ad ospitare la sede del Tribunale unificato dei brevetti (Tub), istituito da 25 Stati membri dell’Unione Europea quale istanza giurisdizionale competente in via esclusiva per le controversie in materia di brevetti europei.

La candidatura di Milano

In pratica, il Comune di Milano e la Regione Lombardia sono pronte a inviare al Governo una formale candidatura della città.

È stato questo l’esito – in gran parte atteso da tempo – della riunione che si è tenuta, venerdì, alla Farnesina – su invito del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi – alla quale i hanno partecipato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e la presidente della Corte d’Appello di Milano, Marina Tavassi.

«La riunione – ha spiegato la Farnesina – ha consentito un articolato scambio di vedute sull’accordo istitutivo del Tribunale per il brevetto unitario – non ancora in vigore – e in particolare sulla sede della sua divisione centrale, originariamente assegnata a Londra, che, nel contesto della Brexit, potrà essere trasferita».

Una strada in salita

Il problema è, appunto, quel «potrà». E la vicenda è – giuridicamente – un po’ diversa rispetto ad Ema (l’Agenzia Ue per il farmaco spostata ad Amsterdam dopo un lungo “testa a testa” con Milano).

Il Tribunale per il brevetto unitario, infatti, non rientra, nell’architettura istituzionale dell’Unione Europea. Non è un’Agenzia Ue. Ma è un organismo definito da un accordo intergovernativo tra 25 Stati membri dell’Unione. A oggi, il Tub non ha ancora iniziato a funzionare, perché manca ancora la ratifica dell’accordo istitutivo da parte della Germania (per l’entrata in vigore dell’accordo è infatti necessaria la ratifica di almeno 13 Stati firmatari, inclusi i tre con il maggior numero di brevetti europei, cioè Germania, Francia e Regno Unito).

Inoltre, nel testo dell’accordo, che determina anche le varie sedi del Tribunale per i brevetti, è menzionata esplicitamente anche la capitale britannica. Anche perchè quando fu sottoscritta l’intesa, la Brexit era imponderabile.

Di conseguenza, il futuro della sezione di Londra richiede una revisione dell’accordo stesso, all’unanimità.

Sullo spostamento ad altra sede – Milano è, per ora, l’unica in procinto di candidarsi ufficialmente – dovrà decidere il Consiglio Ue. Ma sinora non si è manifestata una forte volontà di rimettere in discussione Londra. Con il rischio che la Corte parta effettivamente nella City e ci si prenda i due anni di tempi necessari all’uscita effettiva del Regno Unito per decidere il da farsi.

Ma cosa cambierebbe per le imprese europee con la partenza del brevetto unitario? Oggi, esiste già un brevetto europeo. L’azienda manda una domanda sola (in inglese, francese o tedesco) all’Ente europeo brevetti e specifica per quali Paesi intende attivare la copertura . Il brevetto unitario prevede che, con una sola procedura e un solo pagamento, la copertura scatti in tutti gli Stati Ue. A ciò si affiancherà il Tribunale per il brevetto unitario (Tub). Per la Corte di I istanza una sezione centrale a Parigi e altre specializzate a Monaco (meccanica) e Londra (farmaceutica). Quella a cui punta Milano.

«Milano – ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – è sicuramente la città italiana che ha i maggiori requisiti, sia per numero di brevetti, sia per capacità d’ innovazione e di attrazione di investimenti legati a questa materia e quindi, a giorni, invieremo la lettera di candidatura ufficiale» .

Il risultato, ha infine auspicato Fontana, «potrà essere raggiunto attraverso la stessa tattica utilizzata per la candidatura di Milano-Cortina alle Olimpiadi 2026, quella del “gioco di squadra”».

Laura Cavestri

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